di WANDA CHERUBINI-

Dopo un anno e mezzo, il progetto di recupero delle ex Terme Inps a Viterbo sembra essere fermo, e l’amministrazione Frontini è ancora bloccata al punto iniziale, rappresentato dalla figura dell’ex sindaco Giovanni Arena.

Nonostante la chiusura dell’impianto da oltre 40 anni, l’attesa per il recupero non sembra aver prodotto risultati tangibili. Il capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale, Alvaro Ricci, ha esposto la delusione nell’andamento del processo, sottolineando che non dovrebbero esserci difficoltà legate all’approvvigionamento d’acqua, poiché la quantità disponibile è sufficiente per avviare il piano di rilancio delle ex terme Inps.

Ricci ha ricordato che, nonostante alcune mosse apparenti con la giunta regionale Zingaretti e la legge regionale a firma Panunzi, che delegavano il comune al recupero mantenendo la proprietà al 50%, non si sono avuti sviluppi significativi. L’assessore Stefano Floris, responsabile dei Lavori pubblici, ha confermato che, dopo 40 anni di abbandono, la città è in attesa di una risposta e ha evidenziato la necessità di capitali significativi per portare avanti l’operazione.

Floris ha sottolineato che la risorsa mineraria non è sufficiente all’importanza che si vorrebbe attribuire al progetto, esprimendo preoccupazione che la quantità attuale possa far perdere entusiasmo nei confronti di un’operazione di tale portata. Ricci ha condiviso questa preoccupazione, evidenziando che non vanno meglio le sorti del termalismo libero, con il Bagnaccio attualmente chiuso.

Il consigliere d’opposizione ha sottolineato la necessità di una variante puntuale al piano regolatore, criticando l’inerzia dell’amministrazione nel prendere misure decisive negli anni precedenti. Nel frattempo, non sembrano convincere le soluzioni prospettate in consiglio comunale, lasciando la situazione in un punto morto e la comunità a chiedersi quanto ancora dovrà attendere.