Centocinquanta chilometri di piste ciclabili per aiutare Roma ad affrontare la fase 2 post lockdown, senza vedere il centro della città invaso dalle auto. Accelerazione doveva essere ed accelerazione è stata con l’approvazione in giunta capitolina del piano straordinario “di interventi da realizzarsi mediante sola segnaletica orizzontale e verticale su carreggiate di infrastrutture viarie”. Un piano d’emergenza che si muove però a partire da progetti già discussi e affrontati all’interno del piano urbano per la mobilità sostenibile. Tempi più veloci, progetti per ora più leggeri, veloci, immediati (transitori, li ha definiti l’assessore Pietro Calabrese) che andranno a consolidarsi nel tempo.I numeri: centocinquanta i chilometri di piste da realizzare, per un piano che avrà un costo di 3 milioni e 166mila euro (+iva). Una cifra non subito disponibile nella sua totalità. Nell’immediato quindi si partirà con le risorse già in mano al Dipartimento Mobilità e Trasporti. Il primo stralcio costerà 277.000 euro, il secondo 241.500. Si partirà già tra 10 giorni. I progetti di immediata realizzazione sono quelli per completare il corridoio tuscolano (da Cinecittà a Largo Brindisi), il collegamento Torrino-Eur e il Corridoio Gregorio VII. Subito dopo toccherà al cosiddetto corridoio Nomentano, al corridoio Tor Pagnotta-Laurentina e al collegamento Pio XI Colli Portuensi. La previsione è quella di tre chilometri al giorno. Questi primi due stralci, per un totale di 24,5 km da realizzare dovrebbero essere completati in poco più di otto giorni.