downloadParla il direttore sanitario della struttura Michele Di Paolo. “Da una decina di giorni non abbiamo riscontrato alcun caso di positività tra degenti e operatori al Covid. Attualmente stiamo effettuando anche i test sierologici per poter individuare chi negli scorsi mesi è venuto in contatto con il virus.” A breve tutte le attività riprenderanno e gli appuntamenti saranno spalmati nell’arco di una giornata

,Di Elena Padovan

 

La Fase 2 rappresenta anche un momento di bilancio per tutte le strutture sanitarie. Ci si chiede come si è riusciti ad arginare il contagio e quali insegnamenti il Covid-19 abbia portato. Con il Dott Michele Di Paolo, da tre anni e mezzo direttore sanitario della Casa di Cura INI Grottaferrata, abbiamo cercato di capire come una struttrura sanitaria di importanza nevralgica per il territorio dei Castelli Romani, stia vivendo il post Coronavirus e come sarà il futuro più prossimo. Dopo settimane di tensione violentissima non è facile tornare ad una relativa (va detto) normalità. La “convalescenza” non sarà brevissima:

 

Dr Di Paolo, ad oggi com’è la situazione?

Con soddisfazione posso dire che la nostra struttura sta bene. Da una decina di giorni non abbiamo riscontrato alcun caso di positività tra degenti e operatori al Covid. Attualmente stiamo effettuando anche i test sierologici per poter individuare chi negli scorsi mesi è venuto in contatto con il virus.

 

Possiamo parlare di un ritorno alla routine?

Tutto ci fa pensare che la fase 2 possa accompagnarci a un ritorno alla normalità. Non sembra ci siano ricadute e questo anche grazie alle misure di sicurezza che abbiamo attivato non appena è scoppiata la pandemia. Tuttora per esempio, il numero delle persone che ricoveriamo è minore. Siamo passati dalle 170-180 unità alle 120-140 e questo per evitare assembramenti. Inoltre è ancora vietato visitare i propri cari degenti e solo in caso di gravità è permesso a una sola persona di entrare per un massimo di 15 minuti con mascherina, guanti, cuffia, camice e calzari e in presenza di un nostro operatore.

 

Quando e come l’attività ambulatoriale tornerà a regime?

Durante tutta la fase acuta abbiamo garantito l’attività di urgenza. A breve però tutte le attività ricominceranno e gli appuntamenti verranno spalmati nell’arco di tutta la giornata. Questo comporta un sacrificio per gli operatori, ma solo così si evitano assembramenti. Inoltre, il giorno precedente all’appuntamento ci sarà un triage telefonico che permetterà di capire se il paziente è venuto a contatto con il virus e se presenta sintomi di Covid. Chi si recherà in ambulatorio sarà naturalmente sottoposto alla misurazione della temperatura corporea.

 

C’era un’emergenza nell’emergenza, quella dei pazienti oncologici che avevano appena  trovato sollievo e speranza con la entrata in funzione del vostro avveniristico acceleratore…

Abbiamo usato tutte le precauzioni necessarie garantendo a quei pazienti la massima incolumità. Gli appuntamenti sono stati scaglionati per evitare venissero in contatto con altre persone. Loro entravano in ambulatorio tramite degli accessi dedicati e manterremo anche in futuro questa procedura. Il Covid è stato un ostacolo duro da affrontare, ma ha fornito l’opportunità di crescere dal punto di vista organizzativo e gestionale. Ora abbiamo il dovere di confermare tutto quello che con il sacrificio di tutti abbiamo appreso.