Fca e Psa hanno raggiunto l’accordo per la fusione. Nasce il quarto costruttore automobilistico al mondo in termini di volumi e il terzo in base al fatturato, con vendite annuali di 8,7 milioni di veicoli e ricavi congiunti di quasi 170 miliardi di euro. Un gruppo che si candida a essere protagonista della nuova era della mobilità sostenibile con lo sviluppo di competenze all’avanguardia nel campo dei veicoli alimentati a energie alternativa e della guida autonoma e connessa. L’operazione sarà chiusa in 12-15 mesi, dopo l’approvazione degli azionisti delle due società nelle assemblee straordinarie e il via libera dell’antitrust. «Nella vita di ogni grande azienda e delle sue persone, alcuni eventi sono immediatamente riconoscibili come pietre miliari destinate a entrare nella storia. Per Fca, l’accordo che abbiamo appena siglato con Psa è uno di questi. Faremo cose straordinarie» afferma John Elkann in una lettera ai dipendenti. La nuova società, che ancora non ha un nome, avrà sede in Olanda, sarà quotata a Parigi, Milano e New York e avrà una forte presenza in Francia, Italia e negli Stati Uniti.

Il gruppo genererà sinergie annuali che a regime sono stimate in circa 3,7 miliardi di euro, senza chiusure di stabilimenti e «senza incidere sul personale», con un flusso di cassa netto positivo già nel primo anno. Elkann sarà presidente, Carlos Tavares, il ceo con un mandato iniziale di cinque anni. L’attuale amministratore delegato di Fca, Mike Manley, avrà un ruolo esecutivo e affiancherà Tavares che siederà nel board, formato da undici consiglieri tra i quali due rappresentanti dei lavoratori (annuncio molto apprezzato dai leader dei sindacati). Nel consiglio ci saranno anche gli azionisti di lunga data (Exor, famiglia Peugeot, Stato francese) che assicurano il supporto alla società, mentre i cinesi di Dongfeng ridurranno la quota al 4,5%. Prima del closing, Fca distribuirà ai propri azionisti un dividendo speciale di 5,5 miliardi di euro, Psa il 46% nella società Faurecia. Fca continuerà a lavorare alla separazione della partecipazione in Comau. Nessuna indicazione sul versante dei modelli e dei brand. Si spiega soltanto che oltre due terzi dei volumi a regime del gruppo Fca-Usa saranno concentrato su 2 piattaforme, con volumi annuali di circa 3 milioni di veicoli. «La fusione è tra due società sane: entrambe sono in utile e dobbiamo essere abili per fare leva sulle forze dei due gruppi, che sono complementari», spiega agli analisti Tavares che mette l’accento sull’importanza di «un’offerta economicamente sostenibile per i consumatori». In Borsa il titolo Fca, partito con uno sprint dopo l’annuncio, non brilla (+0,04%). Positivi i commenti dei governi. «È una buonissima notizia per la Francia, per l’Europa e per la nostra industria auto. Un’importante tappa nella creazione di un campione europeo. Lo Stato francese ha vigilato e vigilerà», afferma il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire. «Il Governo accoglie con favore questa alleanza e continuerà a monitorarne con attenzione l’impatto in termini di sviluppo, investimenti e occupazione» dice il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Plaude «alla formazione di un colosso della produzione di automobili» il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli. Industriali e sindacati concordano sull’importanza dell’alleanza. «È un’ottima occasione per il Paese: una bellissima operazione dal punto vista strategico che ci rende orgogliosi», dice il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. Nel mondo politico il leader di Italia Viva, Matteo Renzi parla di «un passaggio storico per l’industria europea», mentre per Giancarlo Giorgetti, deputato e vicesegretario della Lega, già sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel Governo Conte «è evidente che guida è in mano francese»