Giada Zanola, 34 anni, originaria di Brescia, è stata uccisa dal compagno Andrea Favero, 39 anni, la notte scorsa a Vigonza, vicino a Padova. Favero, camionista, l’ha gettata da un cavalcavia dell’autostrada A4, dove è stata successivamente travolta da un camion. Il tragico evento è emerso grazie alle incongruenze nelle dichiarazioni di Favero e alle riprese delle telecamere autostradali.

Le indagini, condotte dalla Polstrada di Padova e Venezia e dalla Squadra Mobile di Padova, hanno chiarito che l’omicidio è avvenuto al culmine di una lite tra i due sul ponte autostradale vicino alla loro abitazione. Dopo averla spinta giù, Favero è stato arrestato per omicidio volontario.

Giada aveva annullato il matrimonio previsto per settembre, a causa del comportamento geloso e possessivo di Favero. Secondo gli amici, la donna non aveva mai manifestato tendenze suicide ed era molto legata al figlio di tre anni. Si attende l’autopsia per determinare se sia stata stordita o malmenata prima della caduta.

Il fratello della vittima, Daniel Zanola, ha negato che Favero fosse violento, descrivendo la relazione come normale con qualche litigio. Tuttavia, gli investigatori hanno rilevato segni di difesa sul corpo di Giada e sospettano che vi siano stati episodi di violenza precedenti.

Il caso ha suscitato una forte reazione pubblica e politica. La senatrice di Italia Viva, Daniela Sbrollini, ha espresso indignazione per l’ennesima vittima di violenza di genere, sottolineando la necessità di interventi legislativi. L’eurodeputata Alessandra Moretti ha ricordato che Giada è la diciassettesima vittima di femminicidio in Italia nel 2024, richiamando l’importanza dell’educazione sentimentale nelle scuole. Anche il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha condannato fermamente il crimine, evidenziando la necessità di mantenere alta la riflessione sociale per prevenire tali tragedie.

La comunità è ora in lutto per la perdita di Giada, una giovane madre, e si stringe intorno al figlio di tre anni che ha perso entrambi i genitori.