Il comandante della Corpo Ugo Angeloni lo aveva promesso, ora c’è il battesimo del fuoco in un momento delicatissimo per la città. Sono operativi i reparti di vigili che hanno come compito quello di rapportarsi con il territorio, ma mantenere contatti con associazioni e comitati, a raccogliere e dare seguito alle segnalazioni dei cittadini. Vengono chiamati  “settori prossimità, una dizione che in realtà non spiega nulla.Proviamo a chiarire. Si tratta di un’azione di prossimità sul territorio  da parte della Polizia Locale di Roma Capitale: pattuglie che, secondo una programmazione settimanale e a rotazione nei vari quartieri di ciascun Municipio, svolgono un’opera di vero e proprio “sportello di ascolto”. Non un semplice presidio del territorio, ma un momento di confronto e di dialogo con i cittadini, oltre che un modo per raccogliere le segnalazioni attraverso il contatto diretto con le persone e fornire loro un adeguato supporto. La presenza fisica sul territorio infatti rappresenta solo la più evidente del progetto che si pone l’obiettivo di efficientare l’interfaccia tra agenti e cittadini, migliorando così la vivibilità urbana e la gestione degli interventi nei vari campi di azione, quali la sicurezza stradale, la viabilità, il decoro, solo per citarne alcuni, con il fine ultimo di tutelare i cittadini. In teoria il nuovo servizio dovrebbe permettere di sorvegliare meglio i quartieri, di offrire alle persone una maggiore percezione di sicurezza.  Il problema è di sostanza. Per rendere efficace l’operazione servono gli uomini giusti. I vigili di Roma sapranno ascoltare?