Nuovo scontro politico sul tema del fine vita dopo il voto del Senato che ha respinto la proposta di legge presentata congiuntamente da tutte le forze di opposizione. A criticare duramente la decisione della maggioranza è stata la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, che ha parlato di una scelta “gravissima” e di un segnale politico contrario al riconoscimento di un diritto al fine vita dignitoso.

Intervenendo a margine di un incontro elettorale a San Giovanni Rotondo, nel Foggiano, Schlein ha accusato il centrodestra di voler bloccare qualsiasi iniziativa legislativa sul tema, nonostante le indicazioni già espresse dalla Corte Costituzionale negli ultimi anni.

Secondo la leader democratica, il voto del Senato dimostrerebbe la volontà della maggioranza di non affrontare concretamente una questione che continua a coinvolgere numerosi malati e le loro famiglie. Schlein ha definito “indegno” il comportamento della destra, ricordando il caso di Lucia, una donna di Trieste che avrebbe dovuto recarsi all’estero per ottenere una risposta sul fine vita.

La proposta respinta era stata sottoscritta da tutti i gruppi di opposizione e puntava a regolamentare in modo più chiaro le procedure legate al suicidio medicalmente assistito, sulla base dei principi già fissati dalla Consulta. Negli ultimi anni, infatti, la Corte Costituzionale è intervenuta più volte chiedendo al Parlamento di colmare il vuoto normativo sul tema.

Schlein ha inoltre sottolineato come il Parlamento abbia dedicato numerose audizioni e approfondimenti alla questione senza però arrivare all’approvazione di una legge. La segretaria del Pd ha anche polemizzato con la maggioranza sostenendo che sul fine vita siano state svolte più audizioni che sulla riforma costituzionale poi bocciata dagli elettori.

Il tema del fine vita continua così a dividere profondamente la politica italiana e l’opinione pubblica, tra chi chiede una legge che garantisca maggiore libertà di scelta ai malati terminali e chi, invece, ritiene necessario mantenere limiti molto rigidi su questioni eticamente sensibili come l’assistenza al suicidio.