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Cori gospel ed elogi, incluso quello dell’attivista per i diritti civili reverendo Al Sharpton, per l’ultimo saluto a George Floyd. I funerali dell’uomo di 46 anni morto durante un fermo di polizia a Minneapolis e diventato simbolo della lotta al razzismo negli Stati Uniti, si sono svolti a Houston, in Texas, in forma privata.

Ammesse su invito solo alcune centinaia di persone, tra cui celebrità, politici e familiari di neri morti in passato a seguito di interventi della polizia in diverse città statunitensi. Presente anche la nipote di George Floyd, Brooke Williams che, parafrasando lo slogan forse più famoso della campagna elettorale del presidente Donald Trump ‘Make America Great Again’, ha detto: “Qualcuno ha detto ‘rendiamo l’America di nuovo grande’, ma quando è stata grande l’America?”. “basta crimini per favore”, ha detto la ragazza che poi riferendosi a Derek Chauvin, il poliziotto di Minneapolis coinvolto nella morte di Floyd, ha aggiunto: “Quell’agente non ha mostrato rimorso mentre guardava l’anima di mio zio lasciare il suo corpo”.