– La prospettiva di un «rilancio» dell’azione del governo di Tripoli su cui si è lavorato nel giorno della conferenza di Berlino potrebbe concretizzarsi in una sostituzione di Fayez al-Sarraj, il premier assediato non solo dalle forze del generale Khalifa Haftar ma anche da riottose milizie di incerta fedeltà. Lo si desume da valutazioni di analisti e indiscrezioni che indicano nel ministro dell’Interno Fathi Bashagha un possibile successore. Ma i nomi in circolazione sono vari e la carica di vicepremier rende naturale pensare anche ad Ahmed Maitig soprattutto perché Bashagha, uomo che conosce le milizie ed è stato miliziano egli stesso, non avrebbe un profilo accettabile per Haftar, l’ormai inaggirabile protagonista della crisi libica. «La conferenza di Berlino si è tenuta con la precisa intenzione di eliminare l’attuale Gna», il Governo di accordo nazionale e «il suo premier per sostituirlo con una persona ‘terzà accettabile per il generale», ha sostenuto Karim Mezran, analista dell’Atlantic Council. «Circolano molti nomi ma chiunque verrà scelto sarà solo una marionetta nelle mani di Haftar», ha sostenuto il senior resident fellow del think-tank statunitense. Bashagha, che era presente a Berlino nella delegazione di Tripoli composta anche da Sarraj e dal ministro degli Esteri Mohamed Siala, è un ex pilota militare che conosce dall’interno la galassia delle milizie in cui sta cercando di portare ordine. Ha 57 anni ed è ministro dell’Interno dall’ottobre 2018. Dopo la caduta del colonnello Muammar Gheddafi nel 2011, Bashagha è stato fra i capi – e portavoce – del potente Consiglio militare di Misurata, la sua città e la più potente fra quelle libiche grazie alle sue milizie. Creando un corpo di polizia professionale, il ministro sta cercando di mettere ordine fra le formazioni che notoriamente sono in grado di condizionare l’attività del premier. La biografia di Bashagha è scarna di esperienze politiche se non un’elezione a deputato dello spaccato parlamento fuggito a Tobruk ma il suo profilo di misuratino lo connota come un naturale avversario del maresciallo Haftar: inoltre è stato del resto un indiscusso protagonista dell’organizzazione della resistenza di Tripoli contro l’attacco portato da aprile dal generale. Fra gli analisti c’è infatti chi ritiene difficile che quello di Bashagha possa essere «un nome condiviso» e Mezran non è il solo pensare che il successore di Sarraj debba essere qualcuno che Haftar ritenga di poter influenzare. Del resto, secondo l’analista dell’Atlantic Council, «Berlino sancisce il riconoscimento ufficiale e la legittimazione di Haftar quale leader più accettato nonostante il suo orrendo primato di violazioni dei diritti umani». Non certo «marionetta» ma più politico di Bashagha e per giunta «uomo forte di Misurata» è il vicepremier Maitig. Era stato eletto capo del governo per pochi giorni con incarico invalidato dalla Corte suprema nella caotica tarda primavera del 2014 ma resta un protagonista a Tripoli ed è quindi ovvio che anche a lui si potrebbe guardare per rimpiazzare Sarraj.