Il quartiere periferico di Maryino, a oltre 20 chilometri dal centro di Mosca, si è trasformato in un luogo di commozione e protesta mentre migliaia di persone si sono radunate per dare l’estremo saluto ad Alexei Navalny. Nonostante le autorità abbiano schierato una massiccia presenza di forze dell’ordine, compresa la polizia e la Guardia nazionale, non hanno interferito con il raduno, anche quando sono stati intonati slogan ostili contro il presidente russo Vladimir Putin.

Il funerale di Navalny si è svolto in una piccola chiesa tra le anonime torri residenziali, con la presenza della sua famiglia e di pochi intimi. Tra le note di ‘My Way’ e della colonna sonora di ‘Terminator 2’, la sepoltura è avvenuta nel cimitero di Borisovskoye, con la partecipazione predominante di giovani e anziani. Molti hanno espresso il loro sostegno a Navalny come simbolo di speranza per un cambiamento nel paese, nonostante i timori di possibili ritorsioni.

Il portavoce del Cremlino aveva avvertito che qualsiasi manifestazione “non autorizzata” sarebbe stata considerata una violazione della legge. Tuttavia, il raduno ha assunto toni di protesta politica, con slogan come “la Russia sarà libera” e “una Russia senza Putin”. Nel frattempo, sei persone sono state fermate a Mosca, compreso un dirigente locale del partito progressista Yabloko, durante le commemorazioni.

Nonostante le tensioni, i funerali si sono svolti senza incidenti gravi, con le forze dell’ordine che hanno collaborato con i giornalisti presenti. Molti diplomatici occidentali, tra cui l’incaricato d’affari italiano, hanno atteso invano di essere ammessi alla cerimonia. Alla fine, la folla ha potuto deporre i propri fiori davanti alla fotografia di Navalny e gettare un pugno di terra sulla sua bara.

In questa giornata di addio, Navalny è stato ricordato con emozione e con un nuovo omaggio da parte di Vladimir Kara-Murza, un altro oppositore del regime russo. La sua condanna a 25 anni di reclusione, la più pesante inflitta a un critico del Cremlino, ha evidenziato la dura realtà che affrontano coloro che si oppongono al governo.