In un nuovo drammatico episodio del conflitto tra Israele e Hamas, la Chiesa cattolica della Sacra Famiglia a Gaza, unico luogo di culto cattolico nella Striscia, è stata colpita da un colpo d’artiglieria israeliano poco dopo la messa del mattino. L’attacco ha provocato tre morti e nove feriti, tra cui il parroco argentino padre Gabriel Romanelli, rimasto lievemente ferito a una gamba. Papa Francesco, da sempre vicino alla piccola comunità cristiana di Gaza, è stato prontamente informato e ha rinnovato il suo appello per un cessate il fuoco immediato.
Le vittime identificate sono Saad Issa Kostandi Salameh, 60 anni, portiere della parrocchia, e due donne: Foumia Issa Latif Ayyad, 84 anni, trovata senza vita all’interno di una tenda della Caritas, e Najwa Abu Dawud, morta successivamente per le ferite riportate. Altri civili versano in condizioni critiche.
Israele ha ammesso un possibile “errore di tiro”, dichiarando di non aver mai preso di mira luoghi religiosi e promettendo un’indagine sull’accaduto. Ma la spiegazione non ha fermato l’ondata di indignazione internazionale. Il Patriarcato Latino di Gerusalemme ha condannato l’attacco, parlando di “una tragedia tra le tante” che colpiscono quotidianamente i civili di Gaza. In una nota si legge: “Morte, sofferenza e distruzione sono ovunque”.
La premier italiana Giorgia Meloni ha definito “inaccettabili” gli attacchi israeliani contro la popolazione civile, chiedendo che si faccia luce sulle responsabilità. Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso sconcerto, chiedendo spiegazioni ufficiali a Israele. Parigi, dal canto suo, ha condannato l’attacco alla chiesa “posta sotto protezione storica della Francia” e ha chiesto la fine della “carneficina a Gaza”.
L’appello del Patriarcato è chiaro: “È il momento che i leader alzino la voce per fermare questa tragedia, umanamente e moralmente ingiustificabile”. Il bilancio totale della guerra continua a crescere, con oltre 58.000 morti registrati finora nella Striscia.










