Il Bundestag ha approvato, con 348 voti a favore, 345 contrari e 10 astensioni, la mozione della CDU di Friedrich Merz per una stretta sulle politiche migratorie. A rendere questo voto storico è stato il sostegno determinante dell’ultradestra di AfD, che ha esultato per quello che considera un primo grande successo politico.
Il dibattito, infuocato già nei giorni precedenti, ha visto il cancelliere Olaf Scholz lanciare un duro attacco a Merz, avvertendolo di un “errore imperdonabile” e accusandolo di violare le regole europee come Viktor Orbán. Un’accusa rilanciata anche dai Verdi, con Robert Habeck che aveva chiesto invano alla CDU di fermarsi.
Merz ha però respinto ogni accusa, ribadendo di non avere “nulla a che vedere con AfD” e difendendo la sua proposta con una frase destinata a far discutere:
“Una decisione giusta resta giusta anche se a votarla sono le persone sbagliate.”
Secondo il leader della CDU, la Germania ha bisogno di misure efficaci, citando come esempi le politiche migratorie di Italia, Danimarca e Svezia.
Il voto arriva in un momento di forte tensione in Germania, a pochi giorni dalle elezioni del 23 febbraio, e sull’onda dell’indignazione per il recente attacco con coltello in Baviera, in cui un cittadino afghano ha ucciso un bambino di due anni e un uomo intervenuto per proteggere un gruppo di un asilo nido.
Scholz ha criticato la narrativa della CDU, sottolineando che episodi come quelli di Mannheim, Solingen, Magdeburgo e Aschaffenburg avrebbero potuto essere evitati applicando le leggi già esistenti, senza la necessità di nuove misure drastiche.
La mozione, per ora non vincolante, introduce: controlli permanenti alle frontiere;
un’accelerazione nelle espulsioni degli irregolari.
È stata invece bocciata la proposta di detenzione a tempo indeterminato per chi è colpito da un ordine di espulsione.
Scholz ha definito Merz un “giocatore d’azzardo”, accusandolo di populismo e ricordando che nessun cancelliere della CDU, da Adenauer a Merkel, avrebbe mai fatto una scelta simile. Ha poi lanciato un monito:
“Se queste norme passassero, la Germania violerebbe le leggi europee come solo Viktor Orbán ha fatto finora. Sarebbe un segnale fatale per l’Unione Europea.”
Nel suo intervento, Merz ha difeso con forza la necessità di una stretta:
“Che altro deve succedere in Germania? Quante persone, quanti bambini devono essere uccisi perché lei si convinca che c’è un rischio per l’ordine e la sicurezza pubblica?”
Parole che risuonano vicine alle posizioni di Alice Weidel, leader di AfD, che ha celebrato la votazione come “un giorno meraviglioso per la democrazia”. Weidel, sostenuta anche dai recenti endorsement di Elon Musk, ha chiesto a Merz di riconsiderare l’isolamento politico imposto al suo partito.
Merz, però, ha risposto chiaramente: niente alleanze con AfD, ammettendo comunque il “malessere” per i voti ricevuti dall’estrema destra.
Venerdì il Bundestag tornerà a votare su una proposta di legge in materia di immigrazione. Se dovesse passare, potrebbe rappresentare una svolta epocale per la Germania, avvicinandola sempre più al modello restrittivo dell’Austria e mettendo a dura prova i principi europei sulla gestione dei flussi migratori.










