VITERBO – I gestori di impianti di distribuzione di carburanti, in attesa che si sciolgano i nodi dell’ammodernamento e del rilancio di un comparto che appare, oggi più che mai, essenziale al Paese ed alla sua economia, chiedono che il Governo intervenga immediatamente dando applicazione a quanto previsto dalla L. 244/07, in tema di accisa mobilie (o anticiclica) che consente, da una parte, di sterilizzare gli aumenti dell’Iva (già oggi maggiori di 7,00 €cent/lt. rispetto solo a due mesi fa) e, dall’altra, di creare un minimo di stabilità per famiglie ed operatori economici.

Chiedono al Governo interventi urgenti e l’immediato ripristino dell’accisa mobile e l’immediato ripristino dell’accisa mobile, già prevista nella Finanziaria 2008

“Dobbiamo tutti prendere atto della straordinarietà della situazione e non affrontarla con i metodi tradizionali: la forte speculazione – a quantità di petrolio e gas pressoché invariate, spesso governate da contratti a lungo termine con prezzi fissati in altro periodo – e l’isteria che caratterizza questa fase del mercato hanno fatti schizzare i prezzi così in alto – affermano in un comunicato -. Dobbiamo tornare indietro di 10 anni per trovare, nel 2012, un prezzo della benzina a circa € 1,90 e quello del gasolio a circa € 1,78. E non c’era alcuna situazione di conflitto o sanzioni a gravare sul mercato. Da sempre Accisa ed Iva compongono la parte maggioritaria del prezzo, sfiorando il 60% di quello pagato dal consumatore e non si può far finta di ignorarlo. Ma, se questa situazione è insostenibile per i consumatori – usciti da due anni di pandemia – è ancor meno sostenibile per i Gestori che -indipendentemente dall’andamento del prezzo- continuano a percepire 3,5 €cent (lordi) su ogni litro di prodotto immesso nel serbatoio degli automobilisti, continuano ad assolvere un pubblico servizio essenziale pur in presenza di vendite in progressivo declino ed a sopportare i relativi costi connessi. Tutti elementi che stanno caratterizzando questa fase e che prefigurano un inesorabile fallimento delle gestioni medesime. Di fronte a questa situazione che sconta l’assoluta incapacità dei governi che si sono succeduti nel tempo ad affrontare in termini di “sistema” la questione energia, confinando il tema alla residualità o utilizzandolo solo a fini “propagandistici” per riaffermare la transizione ecologica, ci vuole una presa di coscienza collettiva che riporti il tema della sicurezza energetica al primo posto nell’azione politica per evitare di ricadere, sempre e comunque, nell’incertezza. Per le famiglie, per l’industria e per il terziario”.

attesa che arrivino dal Governo i segnali richiesti i gestori, nel tentativo di arginare l’aumento vertiginoso dei costi a margini invariati, a partire dalla giornata di Lunedì 14 marzo terranno spenta l’illuminazione degli impianti in modalità Self-service durante le ore notturne. Altre iniziative, in caso contrario -conclude il comunicato stampa – verranno valutate nei prossimi giorni per salvaguardare il mantenimento dei livelli occupazionali degli oltre 22 mila distributori di carburanti, di un settore al servizio del Paese e dei cittadini che dà lavoro ad oltre 100 mila famiglie.