Giorgia Meloni ha espresso un forte sostegno alla riforma del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), recentemente approvata dal Consiglio dei Ministri, e ha criticato la giustizia “a orologeria”. Riferendosi al caso di Giovanni Toti, Meloni ha sottolineato l’importanza di ridurre i tempi tra la richiesta e l’esecuzione delle misure cautelari per evitare interferenze elettorali. Ha affermato che con l’implementazione delle nuove misure, il sistema potrebbe funzionare meglio.

Rispondendo alle critiche della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) sulla riforma del premierato, Meloni ha dichiarato di non comprendere le preoccupazioni, dato che la riforma non altera i rapporti tra Stato e Chiesa. Ha anche sottolineato che lo Stato Vaticano non è una repubblica parlamentare e ha invitato a non preoccuparsi eccessivamente.

Nel frattempo, sono iniziate le manovre parlamentari sulla riforma della giustizia, che quasi certamente partirà dalla Camera. Questo perché il Senato è ancora impegnato con la riforma del premierato e alla Camera sono già stati presentati quattro disegni di legge sullo stesso tema, provenienti da Azione, Italia Viva, Forza Italia e Lega.

Nel centrodestra c’è una divisione sull’assegnazione della riforma alla Commissione Affari Costituzionali, presieduta da Nazario Pagano di Forza Italia, o alla Commissione Giustizia, presieduta da Ciro Maschio di Fratelli d’Italia. Molti ritengono che, data la complessità della riforma, sarebbe opportuno coinvolgere entrambe le commissioni.

Il testo della riforma è aperto a modifiche, con proposte che includono l’estensione delle competenze dell’Alta Corte anche ai magistrati amministrativi e contabili e l’inserimento del ruolo dell’avvocato nella Costituzione. Tuttavia, molti nel centrodestra escludono la possibilità di rivedere l’obbligatorietà dell’azione penale, nonostante fosse prevista in un disegno di legge di Azione.

Giorgia Meloni ha enfatizzato l’importanza di affrontare la riforma come governo e maggioranza unita, piuttosto che come singoli partiti, e ha sottolineato che la riforma è un testo aperto alle modifiche per migliorare l’efficacia del sistema giudiziario italiano.