In occasione della Giornata internazionale contro l’Omofobia, la Transfobia e la Bifobia, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sottolineato che l’Italia “non è immune da episodi di omotransfobia”, definendo tali eventi come “lacerazioni alla convivenza democratica” e invitando le istituzioni a impegnarsi per una società inclusiva e rispettosa delle identità. La Premier Giorgia Meloni ha ribadito l’impegno del governo contro le discriminazioni e violenze, promettendo di essere sempre in prima linea.

Nel pomeriggio, tuttavia, si è scatenata la polemica: l’Italia è stata tra i nove Paesi dell’UE a non firmare la dichiarazione per la promozione delle politiche europee a favore delle comunità Lgbtiq+. Fonti del Ministero della Famiglia, guidato da Eugenia Roccella, hanno spiegato che la decisione è stata presa perché la dichiarazione era “sbilanciata sull’identità di genere”, ricordando il contenuto della legge Zan.

Le reazioni delle opposizioni sono state immediate e dure. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha criticato aspramente il governo, definendo la decisione inaccettabile e accusando l’esecutivo di fare campagna politica sulla pelle delle persone discriminate. Anche il leader del M5s, Giuseppe Conte, ha condannato la scelta, paragonandola al modello culturale ungherese. Riccardo Magi di +Europa e Ivan Scalfarotto di Italia Viva hanno espresso sentimenti simili, definendo la decisione “scellerata” e “inaccettabile”. Alessandro Zan ha accusato la destra di voler continuare a violare i diritti delle persone Lgbtiq+.

La ministra Roccella ha risposto alle critiche, accusando la sinistra di usare l’omofobia per nascondere altri obiettivi e ribadendo che il governo non firmerà dichiarazioni che riguardano la negazione dell’identità maschile e femminile. Meloni ha inoltre sottolineato l’importanza di mantenere alta l’attenzione sulle persecuzioni basate sull’orientamento sessuale in molti Paesi del mondo, ricordando la difesa della dignità umana sancita dalla Costituzione.

Dichiarazioni contro le discriminazioni sono arrivate anche dal ministro degli Esteri Antonio Tajani e dal presidente della Camera Lorenzo Fontana. Tuttavia, il mancato sostegno alla dichiarazione europea ha sollevato molte critiche e acceso un dibattito politico sull’impegno dell’Italia nei confronti dei diritti delle persone Lgbtiq+.