«Donare il sangue è un gesto semplice, sicuro, gratuito che può salvare quasi 2000 vite al giorno. Dobbiamo impegnarci con energia e determinazione per diffondere la cultura della donazione visto che, ad oggi, è un’abitudine che coinvolge soltanto il 2,7% degli italiani.

Assistiamo, inoltre, a un progressivo invecchiamento della popolazione dei donatori, a cui non corrisponde un adeguato ricambio generazionale nella fascia d’età che va dai 18 ai 30 anni. Nel Lazio, soltanto nei primi mesi del 2023, abbiamo registrato un aumento considerevole di sangue donato: +3,8% rispetto al 2022, pari ad una platea di 61.040 unità. Ma ancora c’è molto da fare. La carenza di sangue è un fenomeno ormai cronico in tutto il Paese, infatti, ma in estate la situazione si fa ancora più complessa. Complici le vacanze, si registra una contrazione del flusso di sangue donato che mette a repentaglio migliaia di vite. In particolare, quella dei pazienti cronici e dei più fragili. Mi sento di rivolgere un appello ai cittadini del Lazio: prima di partire, fermatevi in uno dei tanti centri trasfusionali territoriali o nei punti di raccolta mobili. Offrirete un’opportunità in più a chi combatte quotidianamente una battaglia con la malattia. La donazione fa parte delle cose importanti della vita, aderenti all’articolo 32 della Costituzione che garantisce la tutela della salute, individuale e collettiva. La pandemia ci ha insegnato la fondamentale importanza della sanità pubblica: soltanto stando uniti, prendendoci cura l’uno dell’altro, possiamo fare la differenza. Donare il sangue è un circolo virtuoso per tutti, un gesto di civiltà e speranza che la Regione Lazio intende promuovere con passione, soprattutto fra le giovani generazioni». Così Francesco Rocca, in occasione della Giornata Mondiale dei donatori di sangue.