Le forze ucraine hanno riconquistato nelle ultime 24 ore oltre 20 insediamenti che erano stati occupati dai russi. A renderlo noto lo Stato Maggiore delle Forze Armate dell’Ucraina in un post su Facebook, secondo quanto riporta Ukrinform.

Intanto ieri un allarme aereo ha riguardato tutta l’Ucraina: ci sarebbero state esplosioni e blackout in diverse regioni, soprattutto nell’est del Paese. Nexta riferisce anche di missili russi lanciati dal mar Nero, pubblicando anche un video. Su Twitter l’ambasciatrice americana a Kiev, Bridget Brink, dopo che sono state esplosioni e blackout in diverse regioni, soprattutto nell’est del Paese, ha denunciato: “La risposta della Russia alla liberazione di città e villaggi da parte dell’Ucraina nell’est è stata lanciare missile per distruggere infrastrutture civili strategiche”. Ieri Kupiansk, Balakliya, e soprattutto Izyum, le città strategiche della regione di Kharkiv sono tornate in mani ucraine. Il comandante in capo delle forze armate, Valeriy Zaluzhny, ha annunciato che in questo mese l’Ucraina ha riconquistato oltre 3.000 chilometri quadrati di territorio dalle forze russe. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in un tweet ha scritto: “Gli ucraini stanno combattendo coraggiosamente per il loro futuro. Stanno lottando anche per i nostri valori comuni. L’Ue è stata al loro fianco dal primo giorno della guerra della Russia”.

I presidenti russo Vladimir Putin e francese Emmanuel Macron hanno intanto avuto ieri un colloquio telefonico, su iniziativa di Macron. I due capi di Stato hanno parlato in particolare della situazione alla centrale nucleare di Zaporizhzhia e Putin ha posto l’accento sugli “attacchi regolari degli ucraini all’impianto”. Ha poi detto che Kiev utilizza “armi occidentali contro le infrastrutture civili nel Donbass” ed ha chiesto che vengano “esercitate pressioni su Kiev per far sì che interrompa immediatamente gli attacchi”. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha chiesto a Putin di ritirare armi pesanti e leggere russe dalla centrale nucleare di Zaporizhzhia, condannando “la prosecuzione delle operazioni militari russe in Ucraina ed ha ricordato l’esigenza che cessino al più presto, che venga avviato un negoziato e che siano ripristinate la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina”. Quanto alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, il presidente francese ha “insistito” sulla “necessità che venga garantita la sua sicurezza”. Macron ha parlato con Putin anche della sicurezza alimentare mondiale, ricordando che le sanzioni europee non si applicano né ai prodotti agricoli né a quelli indispensabili all’agricoltura. Ed ha aggiunto che “è responsabilità comune dei partner internazionali, in particolare della Russia, di vigilare affinché i Paesi più esposti continuino a ricevere i rifornimenti loro necessari”. Macron ha chiesto quindi a Putin di “vigilare affinché l’accordo concluso dalla Russia con Ucraina e Turchia, sotto la supervisione Onu, sia applicato in modo tale che i cereali esportati arrivino davvero a coloro che ne hanno più urgente bisogno”.