Roma, 25 feb. (askanews) - "La Presidenza del Consiglio smentisce le notizie che stanno circolando in queste ore su una presunta chiusura, per decisione del Presidente Conte, di tutte le scuole di ogni ordine e grado. Le decisioni e le misure adottate dal governo vengono comunicate esclusivamente attraverso i canali e le fonti ufficiali, alle quali si prega di far riferimento". E' quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi.

Il governo ha adottato un nuovo decreto mirato a dare un’accelerazione alle opere del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), introducendo poteri sostitutivi e misure di restituzione delle somme per coloro che non raggiungono gli obiettivi previsti. Il decreto, approvato dal Consiglio dei Ministri, punta a una maggiore responsabilizzazione dei soggetti coinvolti nella spesa del Pnrr.

Il ministro Raffaele Fitto ha sottolineato che il decreto è il risultato di un lavoro complesso e mira a semplificare e accelerare la spesa. È stato anche ringraziato il ministro Giancarlo Giorgetti per il suo contributo. Il decreto copre gli investimenti aggiuntivi previsti dal nuovo Pnrr post-revisione, per un totale di circa 25 miliardi di euro.

Dal punto di vista normativo, il decreto introduce una serie di misure per una migliore governance e semplificazione amministrativa. Viene introdotta la possibilità di attivare poteri sostitutivi in caso di discrepanze nei cronoprogrammi delle opere e di restituire le somme ricevute in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi. Inoltre, vengono nominati commissari per garantire il completamento delle opere, tra cui alloggi universitari e recupero di beni confiscati alle mafie.

Il decreto include anche misure per la lotta al lavoro irregolare e per la digitalizzazione della sanità, oltre a stanziare fondi per il Piano Transizione 5.0 e per crediti di imposta alle imprese. Tuttavia, le parti sociali mostrano cautela riguardo alle nuove misure.

Parallelamente, la ministra del Lavoro Marina Calderone ha presentato le misure del piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso 2023-2025, che prevede un potenziamento dell’Ispettorato nazionale del lavoro con quasi 800 ispettori aggiuntivi. Sono state anche introdotte sanzioni penali per contrastare la somministrazione illecita di manodopera e un percorso di accompagnamento alle regolarizzazioni.