Primo consiglio dei ministri questo pomeriggio: ha approvato il decreto unico sulle misure per il Covid, i rave party e il carcere ostativo. Tra le misure decise nel decreto c’è anche il rinvio al 30 dicembre dell’attuazione della riforma Cartabia.

E’ stata inoltre approvata la nomina dei 31 sottosegretari e degli 8 viceministri. Stop a partire da domani primo novembre all’obbligo vaccinale anti Covid per medici e professioni sanitarie. Resta, invece, l’obbligo di mascherina negli ospedali e nelle Rsa. La presidente del consiglio, Giorgia Meloni, ha detto in conferenza stampa: “Abbiamo proceduto ad approvare un primo decreto che secondo me è molto importante. Personalmente, per me, è a tratti simbolico. Avevamo promesso che saremmo stati veloci e veloci siamo stati. Sono molto contenta delle misure approvate oggi sulla giustizia. Abbiamo approvato un primo decreto molto importante per provvedimenti. Se ricordate, nella relazione che ho fatto in Parlamento avevo detto che la lotta alla criminalità organizzata era uno degli obiettivi del governo, e sono contenta che il decreto contenga una norma che va in questo senso, quella sull’ergastolo ostativo, una materia che ci sta a cuore. C’è una corsa contro il tempo per la manovra, nel prossimo cdm del 4 novembre si aggiornerà la Nadef e si potrebbe aprire il dossier energia. Abbiamo aperto il consiglio dei ministri tributando il nostro pensiero all’anniversario di una delle stragi che ci hanno colpito di più: la vicenda dei 27 bimbi e della maestra che a San Giuliano di Puglia sono morti per una scuola fatiscente. Lo abbiamo fatto per ricordare l’impegno che abbiamo in tema di messa in sicurezza degli edifici scolastici”. Sulle misure Covid Meloni ha riferito: “E’ anticipato al 1 novembre la scadenza dell’obbligo di vaccinazione Covid. Questo perché il quadro epidemiologico è mutato, in particolare dai dati si vede che impatto su ospedali è limitato e c’è diminuzione dei contagi e stabilizzazione occupazione degli ospedali. A ciò si aggiunge la carenza del personale medico: quindi aver rimesso a lavorare questi medici non vaccinati serve a contrastare la carenza e garantire il diritto alla salute. Ho voluto un ministro della Sanità cosi perché il tema della scienza non si affronta con un approccio ideologico, ma con evidenze scientifiche a supporto dei provvedimenti. In passato sono stati presi una infinità di provvedimenti che non avevano alla base evidenze scientifiche. Quindi non si replica. Se ci saranno nuove varianti siamo pronti a intervenire. Quanto al bollettino dei dati sul Covid, i dati sono raccolti tutti i giorni ma avere una stima settimanale dà un quadro diverso. I dati non sono secretati e sono a disposizione delle autorità competenti”. Per quanto concerne la giustizia il ministro alla Giustizia, Carlo Nordio ha affermato: “Sull’ergastolo ostativo abbiamo accolto l’indicazione della Consulta. La norma non compromette la sicurezza e la certezza della pena. Si tratta di adeguarci alle indicazioni della Corte, e anche di recepire l’indicazione data dal precedente Parlamento che aveva proposto questa modifica. Abbiamo “accolto il grido di dolore di Procure, gip, Corti di Appello e Procure generale nel chiedere il rinvio dell’applicazione della riforma Cartabia che comunque va nella giusta direzione”. Poi l’attenzione si è spostata sulla sicurezza e la stretta sui rave party. Al riguardo il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi ha dichiarato: “Ci stavano già lavorando. I requisiti di necessità e urgenza nascono dal fatto che l’assenza di una normativa efficace nel nostro Paese ci rendeva particolarmente vulnerabili, come testimonia la cronaca degli ultimi anni”. La presidente del Consiglio ha aggiunto che “Con la norma sui rave party interveniamo sulla materia con una norma che prevede un reato nuovo, quello di Invasione per raduni pericolosi. Inizialmente si era ragionato di intervenire su un’aggravante per il reato che già esiste, e cioè Invasione di terreni ed edifici, ma abbiamo scelto di introdurre un reato nuovo e diverso per evitare che si inserisse tra i reati contro il patrimonio e non per l’incolumità pubblica”. Il ministro Piantedosi ha rimarcato: “Confidiamo, come avviene in altri paesi e in altri settori, che la norma, una volta introdotta, possa essere un elemento di deterrenza per questi eventi”. Del resto, la pena per chi “organizza” un rave varia da 3 a 6 anni. Inoltre, Piantedosi confida molto nella sanzione accessoria della confisca dei mezzi che vengono utilizzati nei party.