E’ stato approvato  dal Csm il decreto aiuti bis.  Il decreto vale “15 miliardi, più altri circa due di misure aggiuntive” per un totale di “17 miliardi da aggiungere ai circa 35 miliardi” delle norme già approvate nel corso dell’anno dal governo. Lo ha detto in conferenza stampa il premier Mario Draghi, sottolineando come si tratti di “una grossa percentuale di pil, più di 2 punti percentuali”.

Draghi ha aggiunto che il decreto approvato è di proporzioni straordinarie e ne ha spiegato il metodo: è stato condiviso con le parti sociali e i partiti della maggioranza e dell’opposizione. “La crescita annuale acquisita finora è pari al 3,4%, più di quanto stimato per tutto il 2022 – ha detto Draghi – E’ un dato molto positivo anche confrontato con tutti gli altri paesi, una crescita veramente straordinaria, cresceremo più di Francia e Germania”.  Nel dl aiuti bis sono contenute “la proroga delle bollette e delle misure per i carburanti, la rivalutazione delle pensioni e un ulteriore taglio del cuneo fiscale un po’ maggiore di quello entrato in Consiglio dei ministri, ma anche misure a sostegno delle aziende agricole contro la siccità e misure per gli enti territoriali.

“Interveniamo a saldi invariati e non usiamo nessuno scostamento perché l’andamento dell’economia è migliore – ha affermato Draghi – Ed è merito della capacità degli italiani, delle famiglie e delle imprese e un po’ anche della politica economica del governo che ha sostenuto senza esitazione l’economia mantenendo l’obiettivo della riduzione del deficit e del debito/pil”. Per quanto riguarda l’emergenza energetica Draghi ha aggiunto: “Il governo ha risposto con il sostegno all’economia, alle famiglie e alle imprese e se necessario ci sarà ancora un nuovo intervento. Il governo ha diversificato l’offerta del gas e oggi la nostra posizione è decisamente migliore rispetto agli altri paesi europei per stabilità di forniture e il livello degli stoccaggi è oltre il 70%”. Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani ha evidenziato come sia esattamente al 74%. Poi Draghi ha evidenziato come “non soddisfare gli obiettivi Pnrr indebolisce la credibilità del Paese e tutti devono constatare come è andata man mano che siamo stati capaci di soddifare tutti gli obiettivi. Ma son certo che qualunque sarà il prossimo governo rispetterà gli obiettivi. L’importanza dell’impegno che abbiamo preso, la scommessa che abbiamo condiviso con altri saranno rispettati da qualunque governo”.

Poi evidenzia come il gettito degli acconti pagati finora sugli extraprofitti sia inferiore a quello che sarebbe dovuto essere. “E’ mia intenzione che paghino tutto: ci sono provvedimenti che aumentano fortemente le sanzioni per gli obblighi al pagamento. Se non c’è una risposta pronti a mettere mano ad altri provvedimenti – ha detto il premier Draghi- Quello che non è tollerabile  è che in questa situazione in cui le famiglie sono in difficoltà e le imprese anche, è che ci sia un settore che elude una disposizione del governo”.

Il ministro dell’Economia, Daniele Franco ha evidenziato come per i lavoratori, “già in legge di bilancio abbiamo ridotto dell’0,8% i contributi sociali, questo abbattimento per secondo semestre passa al 2%, aggiungiamo un 1,2%. Con un decreto ministeriale di 700 milioni è prorogato al 20 settembre l’abbattimento di 25 centesimi delle accise su benzina e su gasolio. Il taglio del cuneo comporta un onere netto per la finanza pubblica di 1,2 miliardi. Per i pensionati 1,4-1,5 miliardi. Se andiamo a scomporre l’intervento operato col decreto aiuti bis per famiglie e imprese sul fronte energetico, la stima è che la componente famiglie sia leggermente più ampia, con 5,8 mld, rispetto a quella delle imprese, 5,5 miliardi”. Poi sull’assegno unico dice: “Ci siamo impegnati fortemente per assicurare la realizzazione dell’assegno unico perché è un intervento estremamente importante. Il decreto aiuti bis ha ridotto di 630 milioni lo stanziamento per l’assegno unico. Lo stanziamento definito prima si è rivelato un po’ ridondante e se non le avessimo utilizzate qui, le risorse sarebbero andate perse. Senza togliere niente a chi beneficia dell’assegno, le abbiamo utilizzate per altre finalità sociali. Infine, per la Nadef  il ministro Franco ha spiegato che verrà definito il quadro tendenziale. “Ricorderemo gli obiettivi già fissati nel Def, credo che sarebbe bene restare sui medesimi obiettivi, ma sarà una decisione che verrà presa dal nuovo governo”.