Il governo accelera sulla legge di bilancio. Si procede rapidamente con l’obiettivo di definire la manovra in una decina di giorni. E’ atteso tra giovedì e venerdì, anche un nuovo consiglio dei ministri per dare il via libera al primo provvedimento economico dell’esecutivo: il decreto aiuti ‘quater’, che con una dote di poco più di 9 miliardi, consentirà di mitigare fino alla fine dell’anno il costo dell’energia per famiglie e imprese. Un decreto che conterrà anche le norme per riattivare le perforazioni delle trivelle sotto il 45mo parallelo.
“Il lavoro di predisposizione della legge di bilancio procederà a ritmi sostenuti nei prossimi giorni – ha detto il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti nella premessa alla Nadef- con l’obiettivo di consegnarla al più presto alle Camere” . Il vicepremier e ministro delle infrastrutture Matteo Salvini va oltre e annuncia l’arrivo della manovra in Parlamento “entro 10 giorni”. Mentre il gettito fiscale continua a finanziare le casse dello Stato (nei primi 9 mesi +37 miliardi di gettito), la manovra dovrebbe valere complessivamente circa 30 miliardi: ma tolti i 22 miliardi in deficit che andranno tutti alle misure per l’energia, resta da trovare qualcosa come 7-8 miliardi per finanziare tutto il resto. Ci sarà sicuramente l’intervento sulla flat tax. La soglia per autonomi e partite Iva sarà estesa dagli attuali 65mila euro: ma la misura sarà meno ambiziosa del previsto, si puntava ai 100 mila euro, ma l’asticella dovrebbe fermarsi a “85/90 mila, secondo quanto affermato dal sottosegretario all’economia, Federico Freni. Sicura anche la revisione del Reddito di cittadinanza. La Lega spinge per un sussidio “rinnovabile per periodi sempre più brevi e con un assegno a scalare”, spiega il sottosegretario Claudio Durigon, con uno stop per chi “rifiuterà anche una sola offerta”. Sul tema pensioni c’è la necessità di superare la Fornero: la soluzione sembra essere Quota 41, ma con 61-62 anni d’età. Previsti in manovra anche l’innalzamento del tetto ai contanti (a 5mila euro), la revisione del superbonus (che passa dal 110% al 90%, con l’apertura anche alle villette che da gennaio sarebbero state escluse).