Giorgia Meloni ottiene la fiducia alla Camera con 235 sì, dopo il suo discorso che ha ricevuto più di 70 applausi. “Non disturbare chi vuole lavorare”, questo il motto di questo Governo, ha detto la premier. Non ha nascosto le difficoltà di cui si dovrà fare carico, a partire dall’emergenza del caro-energia, perché l’Italia è “una nave in tempesta”. Ma, assicura, è alla guida di un “equipaggio capace” e lei ce la metterà tutta, anche a costo di non “non essere rieletta”, per portare la nave in porto, al sicuro.  In serata Meloni twitta un ringraziamento a tutte le forze politiche “per aver ascoltato le linee programmatiche che l’Esecutivo intende attuare per risollevare l’Italia. La rotta è tracciata: andiamo avanti”.

Lotta al caro bollette ma anche la riforma del fisco e il presidenzialismo. Ma, evidenzia, mai più con il cappello in mano a Bruxelles. Le donne, assicura, “non avranno nulla da temere da questo governo” perché, aveva sottolineato anche prima nel discorso citando Montesquieu, il governo di centrodestra “non limiterà mai le libertà, anche su diritti civili e aborto”. Non c’è polemica di questi giorni che lascia cadere, punto a punto: il “merito” serve per garantire anche a chi non è di buona famiglia, le stesse possibilità di farcela