“Il Presidente Conte non ha mai chiesto ai Ministri di dimettersi, qualora lo chiedesse ci dimetteremmo all’istante. Non siamo degli aspiranti Di Maio” –  ha detto il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, del M5s.

La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni intanto fa sapere che non chiede “le elezioni soltanto adesso, per i sondaggi favorevoli: lo diciamo da tempo, quando c’erano altri numeri. Senza una maggioranza coesa a sostenere il governo, arrivano solo compromessi al ribasso e spreco di risorse. Senza riforme. Tre governi diversi e i risultati li vediamo”. nel frattempo il leader di Italia Viva, Matteo Renzi è “al lavoro notte e giorno per costruire il Draghi Bis”. Per Renzi i grillini “sono un disastro continuo e i danni che hanno fatto a questo Paese si trascineranno per una generazione intera. Tuttavia la palla ora è nelle mani di Draghi. Spero che accetti di rilanciare la sua leadership almeno fino al 2023. Fossi Draghi direi: questo è il mio programma, punto. Prendere o lasciare”. Scettico sulla possibilità di ricompattare la situazione è il leader di Azione, Carlo Calenda, che dichiara: “Conte e il Movimento Cinquestelle hanno voltato le spalle all’italiano che tutta la comunità internazionale, politica e finanziaria, apprezza. Una follia. E tuttavia ritengo che Draghi si sia infastidito anche dell’atteggiamento del centrodestra che, un minuto dopo le sue dimissioni, ha cominciato a gridare al voto, al voto”. Per Calenda l’unico modo di tenere Mario Draghi a palazzo Chigi è che “i leader dei partiti più responsabili gli assicurino un sostegno leale su un’agenda di riforme molto precisa”.