Una resa dei conti senza strappi istituzionali, alla fine, per Boris Johnson. Si è  rassegnato all’inevitabile e ha annunciato il passo indietro che ormai quasi tutti, dentro e fuori il partito, gli sollecitavano. La resa annunciata in un discorso alla nazione, portato avanti con lo sforzo di non rinnegare se stesso. Johnson intende comunque restare capo del governo fino all’elezione di un successore alla guida del partito prevista per ottobre, complice il recesso parlamentare della pausa estiva che scatta fra due settimane, salvo che il Comitato 1922, sinedrio del gruppo conservatore alla Camera dei Comuni, non trovi il modo di accelerare i tempi. “Lascio ma non avrei voluto farlo” – ha detto Johnson.