Tira una bruttissima aria nel paese. A questo Draghi non aveva pensato, accettando tutto quello che suggeriva il comitato degli esperti. Cosa potrebbe accadere da venerdì 15 ottobre, giorno in cui entra in vigore l’obbligo del Green Pass per ogni lavoratore, sia del settore privato sia pubblico? A scatenare la rivolta sono stati i portuali di Trieste, ai quali il ministero dell’Interno ha risposto con una circolare consentendo l’ok ai tamponi gratis. Giudicato dai lavoratori del tutto insufficiente. E così la protesta si è rapidamente estesa a tutti i porti italiani, da Nord a Sud. Poi è stata la volta degli autotrasportatori. Rischio paralisi per i trasporti delle merci su strada e per tutta la logistica nazionale, non solo per i porti. Il 30% degli autotrasportatori non è munito di Green Pass e ben l’80% degli autisti stranieri che portano le materie prime in Italia non è vaccinato. Quindi rischiano di bloccarsi i rifornimenti.  Andiamo verso il caos In Italia ci sono circa 900mila addetti tra autotrasportatori, corrieri e operatori di magazzino, una media del 25-30% non munito di green pass. Il 30% circa degli autotrasportatori è senza il certificato verde. E’ allarme anche per il settore agricolo. L’obbligo del Green Pass scatta per circa 400 mila lavoratori che in questo momento sono impegnati nelle campagne dove tra l’altro è in pieno svolgimento la vendemmia, la raccolta delle mele ed è da poco iniziata quella delle olive.  Coldiretti stima intorno al 25% il numero di lavoratori agricoli italiani e stranieri che non sono ancora vaccinati per un totale di circa 100 mila.
La situazione è davvero preoccupante, nei Palazzi della politica si sta già ragionando su vari scenari per i prossimi giorni e per le prossime settimane, il peggiore dei quali prevede una situazione ” drammatica” per il Paese con un durissimo colpo agli approvvigionamenti di ogni genere. Nelle ipotesi che si fanno in queste ore non si esclude il razionamento del carburante, con alcuni benzinai chiusi, e molti scaffali vuoti nei supermercati così come sui banchi dei mercati, in particolare per quanto riguarda frutta, verdura, carne, pesce, formaggi, salumi, uova, latte, vino eccetera. Insomma, i principali beni di prima necessità. Una situazione potenzialmente esplosiva che potrebbe alimentare la protesta sociale e alzare il livello di preoccupazione per l’ordine pubblico con possibili, nuovi, atti vandalici. Draghi può fare qualcosa?