KIEV – Un drone russo ha colpito a Kiev la sede dell’intelligence interna ucraina, in un attacco che arriva alla vigilia della missione diplomatica di Steve Witkoff e Jared Kushner, inviati dal presidente statunitense Donald Trump prima a Mosca e poi nella capitale ucraina con una nuova proposta per tentare di fermare la guerra.
Trump ha dichiarato di avere “un’idea per la pace” tra Russia e Ucraina e ha ribadito di mantenere contatti con Vladimir Putin, sostenendo inoltre che il presidente russo non avrebbe intenzione di attaccare territori della Nato. La nuova offensiva su Kiev evidenzia però quanto restino distanti le posizioni delle parti e quanto sia fragile il terreno su cui dovranno muoversi i mediatori americani.
Secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il raid avrebbe preso di mira direttamente l’ufficio del capo dei servizi di sicurezza. L’attacco ha provocato nove feriti e danni anche alla cattedrale di Santa Sofia, patrimonio dell’Unesco. Zelensky ha annunciato una risposta “adeguata e significativa”, affermando che sarebbero già stati individuati possibili obiettivi.
Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha parlato di una grave escalation, accusando Mosca di colpire proprio mentre è in corso un nuovo tentativo diplomatico. Per Kiev, il raid dimostrerebbe la scarsa disponibilità russa a una reale tregua.
Intanto proseguono gli attacchi su più fronti. A Kherson, un raid con droni contro un minibus e un’automobile ha causato un morto e dodici feriti, tra uomini e donne colpiti da schegge ed esplosioni. A Odessa, un altro attacco russo ha provocato un morto e tre feriti, oltre a danni ad abitazioni e veicoli.
Anche l’Ucraina continua a colpire obiettivi in territorio russo. A Sochi, diverse ondate di droni avrebbero preso di mira una nave collegata alle attività energetiche russe e un deposito di petrolio vicino al porto, provocando incendi.
Sul terreno Mosca continua intanto a rivendicare avanzamenti nel Donetsk, tra cui la conquista del villaggio di Gruzskoye. La prosecuzione dei raid rischia così di rendere ancora più complessa la missione di Witkoff e Kushner, che tenteranno di mantenere aperto un canale di comunicazione tra Mosca e Kiev e di costruire le condizioni per un possibile futuro incontro tra Putin e Zelensky.
Le tensioni si riflettono anche sul traffico aereo. Air Tanzania ha annunciato la sospensione temporanea dei collegamenti con Mosca dopo una valutazione dei rischi per la sicurezza. Nei giorni precedenti anche Turkish Airlines e Pegasus avrebbero cancellato alcuni voli verso la capitale russa.
Il nuovo tentativo diplomatico americano parte dunque in un clima estremamente teso: mentre Washington cerca uno spazio per il negoziato, Russia e Ucraina continuano a intensificare gli attacchi, rendendo sempre più difficile trasformare le aperture politiche in un concreto percorso verso la cessazione delle ostilità.
