Le speranze di estendere la tregua a Gaza sono state infrante quando Israele e Hamas hanno ripreso le ostilità al termine dell’accordo tra le parti. Dopo una settimana di relativa calma, raid e lanci di razzi hanno portato a oltre 170 vittime palestinesi, oscurando le immagini di gioia legate allo scambio di prigionieri.

Israele ha esteso le operazioni militari nel sud di Gaza, in particolare a Khan Yunis, con i civili invitati a spostarsi verso Rafah. Nel caos delle trattative per gli ostaggi, le parole di Benyamin Netanyahu promettono la “distruzione totale di Hamas”. Entrambe le parti si accusano reciprocamente di aver violato l’accordo di tregua.

Dopo la scadenza concordata, l’esercito israeliano ha annunciato che Hamas aveva lanciato razzi, giustificando così la ripresa dell’offensiva. Tuttavia, Hamas sostiene che Israele avesse rifiutato le offerte per il rilascio di ostaggi, decidendo di riprendere i bombardamenti. La situazione è peggiorata con l’interruzione degli aiuti da Rafah.

Anche il fronte con il Libano è infuocato, con scambi di fuoco al confine con Hezbollah. Israele ha colpito una “cellula terroristica” nel Libano meridionale. Nel caos dei negoziati per gli ostaggi, Israele afferma che dopo alcuni giorni di combattimento, Hamas potrebbe essere nuovamente disponibile al rilascio di ostaggi.

Gli Stati Uniti, la Russia e altri attori internazionali spingono per l’estensione della tregua umanitaria. Tuttavia, le fonti indicano che i colloqui odierni potrebbero essere falliti. Netanyahu ribadisce il piano di eliminare Hamas, con la campagna militare che potrebbe protrarsi per un anno o più. Si ipotizza la creazione di una zona cuscinetto per prevenire futuri attacchi dalla Striscia quando i raid si fermeranno. La situazione rimane estremamente tesa, con il futuro della regione sospeso tra negoziati incerti e intensificazione del conflitto.