Lo ha reso noto il primo ministro ad interim. Decretato lo stato d’assedio su tutto il territorio nazionale. Chiuso l’aeroporto di Port-au-Prince

Il presidente di Haiti, Jovenel Moise è stato ucciso nella sua abitazione da un commando formato da “elementi stranieri”, ha detto il primo ministro uscente Claude Joseph, aggiungendo che da questo momento ha assunto egli stesso le redini del Paese. Il premier ha invitato alla calma la popolazione e assicurato che la polizia e l’esercito manterranno l’ordine.

 

Martine Moise, moglie del defunto presidente della repubblica di Haiti, non sarebbe morta a seguito delle ferite riportate nell’attacco, come dichiarato da fonti mediche ore fa, ma, “pur in condizioni gravi, sarebbe ancora in vita ed in procinto di essere trasferita in aereo all’estero”. Lo ha reso noto l’ambasciatore di Haiti a Santo Domingo, nella Repubblica dominicana. In una conferenza stampa l’ambasciatore haitiano Smith Augustin ha precisato che la ‘first lady’ non è morta e che potrebbe essere trasferita in un ospedale all’estero e si sta valutando il decollo di un volo speciale.

Un commando armato di ‘mercenari’, alcuni dei quali parlavano spagnolo, ha ucciso verso l’1 locale (le 7 italiane) nella sua residenza Moise. Il portale di notizie InfoHaiti.net ha pubblicato un comunicato del primo ministro Joseph che ha condannato quello che ha descritto come un “atto odioso, disumano e barbaro”. Il premier ha convocato una riunione speciale del consiglio di sicurezza, invitando la popolazione a mantenere la calma.

“La situazione nel Paese – ha sostenuto – è sotto il controllo della polizia nazionale e delle forze armate haitiane”. Il portale riferisce anche dal quotidiano The Miami Herald, che gli attaccanti “hanno affermato di essere agenti della Dea statunitense”, secondo quanto risulta da un video ripreso da persone che si trovavano nella residenza di Moïse. Un funzionario del governo haitiano ha però categoricamente smentito che possa essersi trattato di agenti della Dea, ed ha assicurato che “questi erano mercenari”.

Residenti hanno riferito di aver visto aggirarsi nella zona uomini in tuta mimetica nera ed avere sentito spari di armi di grosso calibro e notato volare dei droni. Il giornale statunitense sostiene che “la morte del capo dello Stato getterà Haiti in un gravissimo caos”. Moïse, insediatosi nel 2017, da gennaio 2020 governava per decreto, e senza la presenza di un Parlamento. Affrontava crescenti proteste da parte di associazioni politiche, sociali e religiose, che lo accusavano di aver creato ad Haiti una profonda crisi politica e costituzionale, usando bande armate per rimanere al potere. Proprio ieri Moïse aveva nominato un nuovo primo ministro, Ariel Henry, per preparare il paese alle elezioni che avrebbero portato il 26 settembre allo svolgimento di un referendum costituzionale e all’elezione di un presidente e di un nuovo parlamento.

Il primo ministro uscente di Haiti, Claude Joseph, ha decretato lo stato d’assedio su tutto il territorio nazionale. Via Twitter l’esperto giornalista haitiano Cleefton D’Haiti ha indicato che la decisione è stata adottata durante un consiglio dei ministri straordinario.

L’aeroporto internazionale di Port-au-Prince ad Haiti è stato chiuso al traffico dopo l’assassinio del presidente Jovenel Moise e gli aerei in avvicinamento sono stati costretti a tornare indietro o a modificare la loro rotta. E’ quanto è toccato ad un aereo di American Airlines, proveniente da Fort Lauderdale, che è tornato al suo punto di partenza. Da parte sua la compagnia haitiana Sunrise Airlines ha annunciato che tutti i suoi voli “sono cancellati fino a nuovo avviso”.

“Siamo scioccati e rattristati nel sentire dell’orribile assassinio del presidente di Haiti Jovenel Moise e dell’attacco alla first lady Martine. Condanniamo questo atto odioso”: così Joe Biden ha commentato l’uccisione di Moise, esprimendo le condoglianze al popolo dell’isola caraibica e offrendo assistenza mentre gli Usa “continuano a lavorare per una Haiti sicura”.