Il fenomeno degli hikikomori, giovani che si ritirano progressivamente dalla vita sociale fino a trascorrere lunghi periodi isolati in casa, è stato al centro di un incontro istituzionale svoltosi giovedì 24 settembre in Regione Lazio.
A confrontarsi sul tema sono stati l’assessore regionale all’Inclusione sociale e ai Servizi alla persona, Massimiliano Maselli, e la garante regionale per la tutela delle persone con disabilità, Anna Teresa Formisano, insieme alla presidente dell’Associazione Hikikomori Italia Genitori Ets, Elena Carolei, e alla coordinatrice dell’associazione per il Lazio, Giovanna Dragonetti.
L’obiettivo è approfondire un fenomeno sociale particolarmente delicato, che interessa soprattutto le fasce più giovani e coinvolge direttamente anche le famiglie. Il termine giapponese hikikomori, che significa “stare in disparte”, viene utilizzato per descrivere una condizione di marcato isolamento e ritiro dalla vita sociale, che può protrarsi anche per periodi molto lunghi.
Durante l’incontro è stata sottolineata la necessità di rafforzare l’attenzione sul fenomeno e di favorire una maggiore capacità di intervento da parte dei servizi territoriali. «È una tematica sociale molto delicata sulla quale, come Regione Lazio, presteremo la massima attenzione soprattutto verso le famiglie», ha dichiarato l’assessore Maselli, evidenziando inoltre l’importanza di sensibilizzare Asl, scuole e università, affinché possano riconoscere il problema e offrire risposte adeguate.
La garante Formisano ha spiegato che l’iniziativa nasce dalla volontà di accendere i riflettori su una realtà ancora poco conosciuta. L’obiettivo condiviso con l’assessore Maselli è quello di acquisire una maggiore conoscenza del fenomeno e continuare a seguire le problematiche legate al ritiro sociale giovanile.
L’incontro rappresenta quindi un primo passo verso un confronto più strutturato tra istituzioni, famiglie e realtà associative, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza e individuare strumenti di supporto per i giovani coinvolti e per le loro famiglie.










