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i partiti chiedono al premier Mario Draghi di intervenire subito sulle bollette, ma a dividere i partiti sono non solo le ricette da mettere in campo ma anche le modalità per trovare le risorse.

A chi invoca un maxi-scostamento di bilancio, Matteo Salvini in testa, Giorgia Meloni oppone un fermo no: agire in fretta va bene, perché le bollette sono “una priorità assoluta”, ma niente nuovo debito. Intanto dovrebbe arrivare, via decreto ministeriale, la mini-proroga di altri 15 giorni, fino al 5 ottobre, dello sconto di 30 centesimi per benzina e diesel, in modo da scavallare il voto. Salvini invita i partiti a trovare un accordo sulle bollette luce e gas dicendo: “Litighiamo su tutto, ma sulle bollette di luce e gas apriamo subito il Parlamento e mettiamo un tetto agli aumenti” e “basta copiare la Francia di Macron”, perché “questa è un’altra guerra e i lavoratori rischiano di morire con le aziende chiuse”. La leader di Fdi, Giorgia Meloni si è detta pronta a collaborare: “Ci troviamo in Parlamento lunedì e proviamo ad approvare delle norme che consentano ai cittadini di avere una situazione sostenibile”. Allo scostamento di bilancio dice sì Forza Italia con Antonio Tajani, ma soltanto “se la situazione dovesse precipitare”. Il segretario del Pd, Enrico Letta ha scritto su Twitter: “Siamo pronti a sostenere l’intervento del governo”.