Il tempismo salta all’occhio. Passata la mezzanotte, sul sito cartadifirenze2019.it spuntano i guastatori della festa. Sono i dissidenti del Movimento 5 stelle, l’ala dei contrarissimi all’alleanza con il Pd che nel giorno in cui il Movimento festeggia i suoi primi 10 anni, lanciano un appello per il nuovo M5s. La chiamano appunto ‘Carta di Firenzè perché lì si sono riuniti lo scorso weekend, e da lì hanno partorito un documento in 5 punti. Il primo suona come un diktat: «La figura del capo politico va superata». Chiedono anche di rivedere lo Statuto e di mettere le mani sulla piattaforma Rousseau, strappandone così la «piena» proprietà e la gestione alla Casaleggio associati. I vertici M5s alzano le spalle e retoricamente chiedono: «Chi sono?», visto che non ci sono firme sotto il documento. Beppe Grillo invece benedice la sua creatura e sul blog sentenzia: «Il Movimento si è stampato nella realtà». Il capo politico guarda ai prossimi anni e lancia la sfida: «Bisogna mettere al centro il bene pubblico», proclama Luigi Di Maio che avverte: «Dobbiamo evolverci, non dobbiamo essere affezionati a degli schemi» Dietro i ribelli, che si definiscono «cittadini attivi» che hanno contribuito a far nascere e crescere il Movimento, ci sono attivisti ora preoccupati perché lo vedono «dissolversi». «Ha rinunciato ai propri principi identitari», affondano il coltello, senza tuttavia parlare del limite dei due mandati nel documento. A guidarli è il consigliere del Lazio Davide Barillari, presente a Firenze. Di più non si sa, ufficialmente. In ogni caso, per Di Maio ora all’orizzonte c’è il traguardo del 12 e 13 ottobre: in quel fine settimana il Movimento celebrerà davvero se stesso in una maxi manifestazione a Napoli. Nella mostra d’Oltremare, allestita a mò di arena, ci saranno oltre 1000 stand e probabilmente il premier Conte come «guest star». Per ora filtra che saranno pochi gli interventi sul palco (ovviamente Beppe Grillo) e che non mancherà uno show musicale del deputato Sergio Battelli, in quell’occasione in versione rocker. Grande interrogativo invece su Alessandro Di Battista: ci sarà o no? Se lo chiedono in tanti anche sul blog delle Stelle, che continuano a storcere il naso sull’alleanza di governo con il Pd. Ancora più rumorosi, i mal di pancia dei deputati calabresi contrari a un patto con i Dem a livello locale. In giornata comunque il blitz dei dissidenti ruba un pò la scena alla festa e ai vari amarcord del Movimento, che nacque il 4 ottobre 2009 nel teatro Smeraldo di Milano. Dalle 16 però parte la maratona su Facebook con filmati e ricordi delle colonne storiche, e non solo, del Movimento. Alcuni sono in studio e chiacchierano con Massimo Bugani. Spicca l’assenza (in diretta) di Dibba. Si alternano molti esponenti della prima ora: dalla senatrice Paola Taverna al presidente della Camewra Roberto Fico, passando per il ministro Nunzia Catalfo, madrina del reddito di cittadinanza e il sindaco di Roma Virginia Raggi. Non manca, ovviamente, Davide Casaleggio, convinto che il Movimento abbia svoltato ogni volta che gli è stato negato un diritto: allora «il Movimento reagisce e diventa più forte». Unica voce critica quella di Fico: fondatore del meetup napoletano nel lontano 2005 e ora in vena di bilanci, ricorda che «i momenti più difficili non sono mai venuti da altri partiti ma da noi stessi, dalle difficoltà di gestire una cosa che è diventata qualcosa di più complesso». Onorato di servire lo Stato come seconda carica dello Stato, non nasconde che per il Movimento è stato «un percorso parlamentare fatto di insidie e difficoltà». E per il futuro ammonisce: «Sia un apripista di avanguardie e non diventi mai un blocco per le nuove