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Italiani allo scalo di Wuhan per il rimpatrio

 

I ricercatori dell’INMI Spallanzani hanno isolato il Coronavirus. E’ la notizia del giorno e a comunicarlo è stato il ministro della Salute Roberto Speranza in visita all’istituto sulla via Portuense.  “In queste ore allo Spallanzani è stato isolato il Coronavirus, è una notizia importante a livello globale. Significa avere più possibilità di studiarlo capire e sapere cosa fare per contenerlo. Ora sarà messo a disposizione della comunità internazionale e di tutti gli organismi che stanno lavorando”. “Ora i dati saranno a disposizione della comunità internazionale. Si aprono spazi per nuovi test di diagnosi e vaccini. l’Italia diventa interlocutore di riferimento per questa ricerca”, ha aggiunto il direttore scientifico dello Spallan zani  Giuspeppe Ippolito .
Prima di recarsi in via Portuense Speranza aveva partecipato alla riunione della Task Force che gestisce l’emergenza del coronavirus assieme al  commissario straordinario, il capo del Dipartimento della protezione Civile, Angelo Borrelli. «È stato fatto il punto della situazione sui controlli e sulle misure che riguardano porti e aeroporti – spiega il ministero in una nota – e sulla partenza del volo militare che riporterà nel nostro Paese gli italiani da Wuhan su cui è imbarcato anche il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri. Un focus è stato dedicato al servizio 1500 e alle domande più frequenti poste da cittadini italiani e stranieri al numero verde».  Gli italiani che si trovano in Cina?  «Li faremo tornare, se vorranno»- spiega Borrelli –  «stiamo pensando a un metodo incrociato per risolvere sia il problema degli italiani che sono in Cina, che quello dei cinesi che sono in Italia».  «Le compagnie cinesi che verranno a riprendere i connazionali ci metteranno a disposizione i velivoli per imbarcare gli italiani diretti qui. A partire da domani cominceranno i primi arrivi», afferma, «ciascuno pagherà il proprio biglietto». Chi sbarca non sarà messo in quarantena se non sta male: «Saranno montati altri scanner termici per individuare chi ha la febbre». «Sento prospettare persino di bloccare Schengen. Non serve – chiarisce -. Non siamo a un livello di preoccupazione e di allarme tale da giustificare una misura così drastica». «Mi dice la Farnesina che in Cina fino al 12 febbraio sono stati chiusi gli uffici per i visti», spiega ancora, quanto alle merci, «Farnesina, Enac, e ministero della Salute hanno fatto le verifiche e siccome per alcune tipologie di merci non c’è pericolo, questa di riprendere i voli cargo è una delle decisioni prese».  Gli italiani bloccati a Wuhan, a causa della quarantena decisa per contenere l’epidemia del nuovo coronavirus, sono stati intanto trasportati in autobus all’aeroporto internazionale della città, in attesa dell’arrivo dell’aereo messo in campo dall’Unità di crisi della Farnesina che provvederà al loro rimpatrio. Secondo quanto riferito da alcuni connazionali, il trasporto con largo anticipo è dovuto alle procedure burocratiche da fare, incluso un primo check di verifica sullo stato di salute.