Di Ugo Battaglia

 

E’ incredibile il fatto che un’area politica che copre di fatto quasi metà dell’elettorato medio italiano faccia fatica a imporsi e a governare. Giorgia Meloni ha fatto il pieno trascinandosi dietro alleati in stallo o in caduta libera e oggi fatica a mettere in piedi un governo che possa affrontare l’emergenza del paese. I suoi partners non dimostrano senso di responsabilità e l’immagine che ne viene all’esterno è di una coalizione fragile e rissosa in partenza. Non c’è tempo da perdere, la situazione dovrebbe fare venire i brividi a chiunque. Ma tutti sembrano giocare e divertirsi. Gli esponenti del futuro (possibile) governo, gli aspiranti ministri, gli avversari, costretti ad una opposizione scomoda e imbarazzante dopo aver governato a lungo e male, i media di ogni colore, dimensione, linea politica, appartenenza.
Un grande calderone dove tutti questi elementi creano solo confusione, distanti dalla realtà dei problemi. Se chiedessero ad un cittadino qualunque un atteggiamento di buon senso in cambio della soluzione di qualcuna delle sue emergenze  costui aderirebbe di corsa, ben contento di sgravarsi di qualche dolore e di vivere meglio in un contesto migliore. Invece accade il contrario, i media con la scusa di fare cronaca, di essere fedeli al diritto di informazione, invece di essere la spina nel fianco della politica preferiscono assecondarla nelle pratiche più inutili e disgustose, partiti e politici pensano prima di tutto agli interessi di bottega e fanno tutto meno di quel fatidico passo indietro. Situazione bloccata. Governo dopo il 20 del mese, i giorni corrono, le emergenze si allargano.
Nessuno personaggio autorevole, importante, competente si mette a disposizione. Siamo costretti a sorbirci da una parte i deliri di Enrico Letta e dei suoi avversari interni e dall’altra dei racconti apocalittici della stampa sulla guerra per la poltrona tra i partners del centro destra. E’ fondamentale che Berlusconi abbia per i suoi la Giustizia, che Salvini abbia il Viminale, possibile che non ci sia nessuno a prendersi responsabilmente sulle spalle i ministeri economici?  Non solo tutto questo è possibile, ma è cronaca quotidiana.
Sullo sfondo, sgradevolissimi i reiterati, amplificati, enfatizzati servizi giornalistici sul primo giorno di scuola dei nuovi parlamentari. N essuno che abbia avuto il buon senso di tacere, nessuno che si sia dimostrato angosciato, terrorizzato, dal compito che i cittadini gli hanno assegnato. Lo abbiamo già detto, è una situazione da brividi. Che banalizza la famosa favola di Andersen, quella che vede il bambino smascherare il re convinto di indossare un mantello che lo rende invisibile. “Papà, ma il re è nudo”… La risposta sgarbata dal mondo della politica oggi è scontata: embè? So’ fatti nostri (versione purgata).