Il tradizionale modulo Cid (Constatazione Amichevole di Incidente), noto come “modulo blu”, potrebbe presto essere sostituito da una versione digitale accessibile tramite un’applicazione per smartphone. Questa innovazione, che risponde all’iniziativa dell’Ivass (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) di modificare il regolamento del 2008 su contrassegno e denuncia di sinistro, sta sollevando preoccupazioni tra consumatori, periti e agenti assicurativi.

Secondo le associazioni dei consumatori come Assoutenti, Confconsumatori, Movimento Consumatori e il Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione (Sna), la digitalizzazione del Cid potrebbe comportare una serie di rischi, specialmente per coloro che non hanno familiarità con le tecnologie digitali. Il modulo cartaceo consente ai conducenti di compilare e firmare un accordo direttamente sul luogo dell’incidente, accelerando la gestione del sinistro. Con l’introduzione di un sistema digitale, questa operazione potrebbe diventare più complicata, soprattutto per gli utenti meno esperti con smartphone e applicazioni.

Le associazioni sollevano anche questioni relative alla privacy, poiché il modulo contiene dati sensibili, come informazioni mediche su eventuali feriti, che potrebbero essere vulnerabili a un utilizzo improprio. Anche i periti dell’Aiped (Associazione Italiana Periti Estimatori Danni) esprimono preoccupazioni, evidenziando che l’introduzione di un’app specifica per ogni compagnia assicurativa potrebbe creare problemi di gestione per i consumatori, costringendoli a scaricare nuove applicazioni ogni volta che cambiano assicurazione.

Nonostante l’obiettivo di semplificare il processo di denuncia di sinistri, le associazioni chiedono che venga mantenuto l’obbligo di fornire il modulo in formato cartaceo, per evitare che la digitalizzazione possa complicare ulteriormente una procedura che, allo stato attuale, funziona efficacemente per la maggioranza degli utenti.