Il tema della reintroduzione del servizio di leva obbligatorio torna all’ordine del giorno, suscitando un acceso dibattito, soprattutto nel giorno dell’adunata degli alpini a Vicenza. Con il ritorno dei conflitti, questa questione divide le nazioni europee, e l’Italia non è un’eccezione.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, si è pronunciato a favore dell’introduzione di una leva obbligatoria universale di 6 mesi per ragazzi e ragazze, proponendo un “grande progetto di educazione civica”. Secondo Salvini, questo servizio dovrebbe concentrarsi su attività come il salvataggio, la protezione civile, il pronto soccorso e la protezione dei boschi. Tuttavia, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha respinto tale proposta, sottolineando che le forze armate non devono essere considerate come luogo per educare i giovani, ma piuttosto quest’educazione dovrebbe essere compito della famiglia e della scuola.

La Lega ha annunciato di aver quasi completato la stesura di un progetto da presentare in Parlamento, ma Salvini ha chiarito che non si tratta di reintrodurre la vecchia “naja”, ma di creare un progetto su base regionale.

Anche all’interno del centrodestra, le posizioni sono contrastanti. Mentre Crosetto respinge l’idea di una nuova coscrizione nell’esercito, Elena Donazzan di Fratelli d’Italia sostiene fermamente la reintroduzione del servizio di leva obbligatorio per educare i giovani ai doveri verso la patria.

A livello europeo, alcuni paesi hanno già apportato cambiamenti significativi al servizio di leva. La Norvegia aumenterà il numero dei soldati arruolati, la Danimarca estenderà la coscrizione alle donne e aumenterà la durata del servizio, mentre Lettonia e Svezia hanno recentemente ripreso il servizio militare.

In questa giornata di festa a Vicenza, con oltre mezzo milione di partecipanti, gli alpini hanno espresso la speranza di un ritorno a un servizio di leva obbligatorio per tutti i giovani, ma con un’opzione che includa anche il servizio civile. Il presidente Mattarella ha elogiato il loro impegno civico e la loro dedizione alla protezione civile.

Mentre il dibattito si infiamma, resta da vedere come si evolverà questa discussione cruciale per il futuro della difesa nazionale e dell’educazione civica in Italia.