Durante il summit del G7 a Borgo Egnazia, i leader hanno ribadito la necessità che la Russia “ponga fine all’aggressione” contro l’Ucraina e risarcisca i danni causati. Il sostegno a Kiev continuerà “per tutto il tempo necessario”, confermando che tocca a Mosca fare un passo indietro.

Il comunicato finale include un sostegno alla Formula di Pace proposta da Volodymyr Zelensky, che sarà discussa alla Conferenza in Svizzera. Questa formula rappresenta lo schema per immaginare la fine del conflitto, in contrasto con la proposta di Vladimir Putin, che implicherebbe una resa dell’Ucraina. L’appello alla “tregua olimpica”, rispettando la risoluzione dell’ONU, è stato ribadito, con la speranza di una pace ancora lontana.

Il vertice, presieduto da Giorgia Meloni, ha visto Zelensky ottenere due accordi di sicurezza decennali con Giappone e Stati Uniti, cruciali per l’integrazione nella NATO. Il supporto a Kiev sarà “incrollabile” dal punto di vista militare, di bilancio, umanitario e per la ricostruzione, sia nel breve che nel lungo termine.

I leader del G7 hanno richiamato Mosca alla responsabilità per i danni inflitti all’Ucraina, stimati dalla Banca Mondiale a oltre 486 miliardi di dollari. Pagare questi danni è un obbligo sancito dal diritto internazionale. I sette Grandi hanno sottolineato che garantire a Kiev i mezzi per resistere è l’unica strada per una “pace giusta”, contrariamente a quanto prospettato da Putin.

Il summit ha accolto con favore la conferenza sulla pace in Ucraina in Svizzera, impegnandosi a ottenere il massimo supporto internazionale alla Formula di Pace di Zelensky, basata sul rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina.

L’obiettivo della conferenza sul lago di Lucerna è creare consenso su temi come la sicurezza nucleare e alimentare, e il ritorno dei bambini ucraini sottratti dai russi. Kiev spera di convincere i Paesi neutrali a fare pressione su Mosca per cessare le ostilità. Saranno presenti rappresentanti di un centinaio di Paesi, incluso il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani. Zelensky ha sottolineato l’importanza del contributo della Santa Sede, incontrando papa Francesco a margine del G7 in Puglia.