La controversia sul nuovo tariffario del Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) continua a tenere banco, con gli operatori del settore che esprimono preoccupazione e disaccordo. Mariastella Giorlandino, amministratrice di Reti Artemisia Lab e membro dell’Uap, Unione Ambulatori e Poliambulatori, esprime chiaramente le sue preoccupazioni definendo la situazione un disastro economico annunciato. “Si era chiaramente detto che non era attuabile in questa forma”, sottolinea.

Michele Colaci, presidente di Confapi Salute, Università e Ricerca, aggiunge che il governo non dovrebbe sacrificare alcune aziende di lunga tradizione pensando di trasferire servizi alle farmacie, considerando che queste ultime poi svolgono tali servizi a tariffe non sostenibili.

Il nuovo tariffario, originariamente previsto per il 1º gennaio, è stato rinviato al 1º aprile, ma ora sembra che ci possa essere un ulteriore slittamento fino a luglio. Le nuove tariffe stabiliscono i rimborsi per gli esami, inclusi quelli eseguiti negli ambulatori, nei laboratori e nei centri privati accreditati, fino alle Tac e alle risonanze. Tuttavia, tali tariffe sono oggetto di polemiche da mesi, con il ministero della Salute, le Regioni e i rappresentanti del settore che lamentano un taglio eccessivo rispetto alle tariffe attuali.

Antonio Magi, segretario generale del Sumai-Assoprof (Sindacato Unico Medicina Ambulatoriale Italiana e Professionalità dell’Area Sanitaria), sottolinea che vi è un problema fondamentale che alcuni potrebbero non aver compreso appieno: il costo della sanità è sostanzialmente lo stesso sia nel settore privato che in quello pubblico. Magi evidenzia la necessità di una sostenibilità delle nuove tariffe, poiché remunerare una visita oculistica con circa 20 euro potrebbe creare difficoltà per le aziende private nel garantire tali servizi, considerando i costi degli specialisti e delle strutture. Ribadendo l’importanza di non scendere al di sotto di determinate soglie tariffarie, Magi sottolinea che tutti ne risentirebbero, compresa la sanità pubblica e i cittadini.