Un colpo duro da assorbire per il Pd e per l’universo Dem della capitale. Albino Ruberti non è uno qualunque, e lasciando da parte il nome ingombrante del padre non si può negare che abbia ricoperto ruoli politici importantii, affiancando Zingaretti e Gualtieri. La politica non perdona, soprattutto sotto elezioni. E chi sbaglia paga. Ruberti  ha 54 anni e nell’ambiente politico romano è conosciuto come “er pugile”. Stazza imponente, carattere forte, è stato scelto da Gualtieri per tenere le redini della sua segreteria in Campidoglio, dopo aver fatto lo stesso per tre anni in Regione al servizio di Zingaretti. Adesso, però, dopo quanto emerso dal video pubblicato da Il Foglio, la sua avventura potrebbe concludersi anzitempo, su richiesta del segretario nazionale del Pd Enrico Letta.

Figlio dell’ex rettore dell’università Sapienza di Roma nonché ex ministro dell’Università e ricerca scientifica, Ruberti a soli trent’anni, nel 1998, è diventato amministratore delegato di Zétema Progetto Cultura, partecipata al 100% del comune. Incarico ricoperto per sedici anni, poi nel 2014 ha assunto anche la carica di presidente fino al 2017. Prima di varcare la soglia della Pisana, la cultura era il suo “core business”.

Laureato in Beni Culturale, Ruberti si è sempre dedicato alla sperimentazione della collaborazione pubblico-privato nella gestione museale, specializzandosi nella progettazione e gestione di servizi di promozione culturale e turistica e di marketing territoriale. E’ stato anche presidente di LazioCrea, ente regionale, per circa 8 mesi tra l’estate 2017 e l’inverno 2018.

Il 1° maggio 2020, in piena pandemia e con il lockwdown ancora in corso, venne sorpreso dalla polizia mentre era a pranzo in un appartamento di via Macerata al Pigneto. Alle contestazioni degli agenti, Ruberti rispose “lei non sa chi sono io”. Con lui era presente la consigliera regionale e compagna di vita Sara Battisti.

La frase “lei non sa chi sono io” è stata ripetuta nove mesi dopo dai figli di Ruberti, 19 e 17 anni, controllati dai carabinieri durante il primo fine settimana in cui entrò in vigore l’ordinanza anti-minimarket di Gualtieri. I due giovani erano fermi in auto insieme ad altri amici, quando i militari si sono avvicinati per chiedere i documenti. La reazione dei Ruberti junior è stata del tutto simile a quella del padre.

Anticipando ogni eventuale decisione da parte del sindaco Gualtieri, lo stesso Ruberti il 19 agosto ha rassegnato le sue dimissioni da capo di gabinetto, inviando una lettera direttamente al primo cittadino.