Il Politecnico di Milano ha raggiunto la 38esima posizione nella classifica complessiva della Qs World University Ranking Europe, posizionandosi come la migliore università italiana in Europa. L’Italia conta altri tre atenei tra i primi cento: l’Università di Bologna, La Sapienza di Roma e l’Università di Padova. In totale, 14 università italiane figurano tra le prime 200 su un totale di 684 istituzioni di 43 paesi membri del Consiglio d’Europa.

Il Politecnico di Zurigo guida la classifica, seguito dall’Imperial College di Londra e dall’Università di Oxford. Il Regno Unito vanta sette atenei tra i primi dieci. La classifica include 51 università italiane, di cui 24 in miglioramento, 2 stabili e 25 in calo.

Tra le italiane, l’Università di Bologna si posiziona al 48esimo posto, La Sapienza al 66esimo e l’Università di Padova ha migliorato di due posizioni. L’Università del Salento ha registrato la crescita maggiore, salendo di 65 posizioni al 419esimo posto.

L’Università Cattolica del Sacro Cuore ha raggiunto il 140esimo posto, con un notevole miglioramento di 18 posizioni. È anche la quinta migliore in Europa per studenti di scambio, seguita dall’Università Ca’ Foscari di Venezia al sesto posto. L’Università Vita-Salute San Raffaele si distingue per produttività della ricerca, posizionandosi ottava nella classifica Papers per Faculty e prima in Italia per citazioni per articolo.

Il Politecnico di Milano è tra le prime 20 università europee per reputazione tra i datori di lavoro. La Sapienza è l’università italiana più considerata dagli accademici internazionali, con un 16° posto, seguita dall’Università di Bologna al 17°.

La classifica conferma i punti di forza dell’Italia nella produttività della ricerca e nella collaborazione, con un crescente impegno verso la sostenibilità, come evidenziato dall’Università di Bologna al 49° posto e dall’Università di Padova tra le prime 50.

Ben Sowter, vicepresidente senior di QS, ha commentato: “La seconda edizione del QS World University Rankings: Europe conferma i punti di forza dell’Italia nella produttività della ricerca e nella collaborazione, evidenziando la dedizione delle università del Paese all’attuazione dell’agenda della sostenibilità”.