Il premier belga Alexander De Croo ha sollevato gravi accuse contro la Russia, sostenendo che il paese si è avvicinato agli eurodeputati e li ha persino pagati per promuovere la sua propaganda. Questo scandalo, riportato dai media belgi, ha sollevato preoccupazioni su un presunto tentativo di influenzare l’Unione Europea.

De Croo ha sottolineato una stretta collaborazione tra i servizi segreti belgi e cechi nel smantellare una rete di propaganda russa. La presidente dell’Europarlamento, Roberta Metsola, è al corrente delle accuse mosse contro la testata Voice of Europe, un veicolo di disinformazione russa, e l’Europarlamento sta indagando sulla veridicità di queste accuse.

Secondo le indiscrezioni dei media cechi e olandesi, Voice of Europe, finanziato e gestito dall’oligarca ucraino filo-russo Viktor Medvedchuk, avrebbe cercato di influenzare gli eurodeputati attraverso pagamenti. Tra i politici coinvolti, ci sarebbero esponenti di partiti sovranisti di diversi paesi europei, incluso il Rassemblement National di Marine Le Pen e Alternative für Deutschland.

Le reazioni a queste accuse sono state immediate e forti. La capogruppo dei Verdi all’Europarlamento, Terry Reintke, ha definito lo scandalo un attacco diretto alla democrazia europea e ha richiesto un’indagine rapida ed esaustiva per garantire l’integrità delle elezioni europee del 2024.

Anche l’eurodeputato verde Bas Eickhout ha esortato all’indagine, sottolineando l’importanza di garantire che nessun candidato sia influenzato da finanziamenti russi.

Il segretario generale del Partito Democratico Europeo, Sandro Gozi, ha espresso seri timori riguardo alle accuse, chiedendo alle autorità competenti e alla Presidenza del Parlamento europeo di fare luce su questa vicenda, che minaccia la credibilità delle istituzioni europee e l’integrità delle elezioni future.