Di  Cornelius

Una premessa è necessaria. Roma è città complessa e difficilmente governabile. Per chiunque. Negli anni le emergenze si sono susseguite alle emergenze, il degrado si è stratificato, sedimentato, ha raggiunto ogni angolo della città, i problemi non risolti – in tutti i quadranti della vita quotidiana – sono cresciuti, sono si sono centuplicati per complessità. Le ultime amministrazioni  ci hanno messo del loro per complicare le cose. Adesso c’è Gualtieri, non gli si possono chiedere i miracoli,  non può cambiare tutto in pochi mesi, anche se alle sue spalle c’è un potere massiccio, quello che ha accompagnato la città eterna per decenni e che nessuno è riuscito a scalfire. Ma bisogna ammettere che il nuovo sindaco non sprizza per energie e iniziative, vola basso, gira attorno ai problemi e non ne ha affrontato fino in fondo nemmeno uno. Ha risolto il problema delle poltrone, quello sì, il suo spoil system è degno delle migliori tradizioni americane, ha rimosso, promosso, sostituito, assunto in modo robusto, piazzando amici, raccomandati, alleati. Alcune figure importanti, altre mediocri. I sindaci che lo hanno preceduto non hanno osato fare altrettanto, i cronisti sono andati subito a controllare e hanno scritto trionfanti che il costo dello staff di Gualtieri è superiore a quello di Alemanno (e tutti avevano gridato allo scandalo, all’epoca).

Dunque abbiamo un sindaco e una giunta di basso profilo e una città piena di guai irrisolti. I timidi segnali della ripresa di alcuni lavori (soprattutto di decoro stradale) lasciati indecorosamente a metà dalla amministrazione Raggi non devono trarre in inganno. Buche, strisce invisibili, disastro metro, crisi Atac e Ama; l’elenco è lungo e serve a testimoniare che la città vive male e che cento giorni di nuovo governo non hanno prodotto segnali visibili. La città è brutta, sporca, violenta, scarsamente protetta da forze dell’ordine e polizia municipale. Se nelle ultime settimane la movida impazzita è diventata un’emergenza, se gli incidenti (mortali) sulle strade romane sono aumentati in modo esponenziale ci sarà un perché.  Nei giorni scorsi l’Assemblea Capitolina ha approvato il primo bilancio di previsione dell’era Gualtieri. La giunta ha gli strumenti per lavorare con risorse certe al recupero della capitale. Municipi, degrado, verde, manto stradale, manutenzione ordinaria sono tra le priorità illustrate dalla presidente dell’Aula Giulio Cesare, Svetlana Celli. Ma c’è dell’altro, naturalmente. Turismo, commercio, ristorazione aspettano dagli uomini di Gualtieri risposte e atti concreti. I progetti fumosi affidati all’assessore Catarci lasciano il tempo che trovano. Per ora in quindici minuti a Roma non si arriva da nessuna parte.