E’ ancora presto per capire se Il Campidoglio si sta avviando a vivere una consiliatura alla camomilla o se dobbiamo aspettarci i fuochi d’artificio.  Queste prime due settimane non hanno svelato molto ma consentono forse di intravvedere tra le nebbie una linea guida. Renato Gualtieri, è chiaro, non è una scheggia, non né un trascinatore, non è in grado di domare o eccitare le folle, non è neppure un manager né un politico di alto profilo. Tuttavia il professore è uomo navigato e prudente. E il team che lo circonda e che orienta ed influenza ogni mossa non gli fa commettere errori grossolani come era accaduto a tanti suoi predecessori. Pazientemente ha messo in piedi una giunta di compromesso, rinunciando alla giunta di ex ministre e primi della classe che qualcuno si era già venduto subito dopo la vittoria al ballottaggio, niente vip (quanto ha contato il fatto che  nessuno ha voluto accettare i modesti compensi offerti dalla amministrazione capitolina) e cercando una difficile quadra tra l’intreccio di interessi e di ambizioni dei tanti soggetti politici che hanno contribuito alla sua elezione. Ne è venuta fuori una compagine di governo non di altissimo profilo ma con alcune professionalità di rilievo. Basterà per far svoltare Roma?
In realtà che le cose cambino in fretta non se lo aspetta nessuno, nessuno pensa a miracoli o a svolte clamorose. Dopo la disastrosa esperienza a cinque stelle c’è più voglia di ritorno alla normalità che di nuovi stress alla città. Un governo capitolino di transizione che rimetta ordine nei quadranti più complessi e complicati della capitale, una giunta che senza strappi e proclami risolva alcune emergenza e metta in sicurezza delle situazioni intollerabili. La campagna elettorale è finita, l’immagine di un Roberto Gualtieri con le maniche rimboccate davanti a decine di dossier aperti è più che realistica.  Senza la retorica dei primi cento giorni il nuovo sindaco tuttavia una sfida l’ha già lanciata, una sfida importante, quella della pulizia e del decoro. L’Ama è a pezzi ed è piena di guai, l’amministratore unico Stefano Zaghis si è fatto prudentemente ed opportunamente da parte, il nuovo assessore e il nuovo management dell’azienda dovrà consentire il rispetto del primo impegno di Gualtieri: con un investimento di 40 milioni in due mesi Roma verrà pulita da cima a fondo, se non sarà uno specchio perlomeno dovrà ritrovare una sua dignità di capitale. Ce la farà? Ne riparleremo dopo le feste di Natale.

Cornelius