Di Cornelius

 

Sulle strade di Roma scorre troppo sangue, non passa giorno che le cronache non registrino un incidente mortale o con feriti gravi, un pedone falciato sulle strisce, un monopattino finito male con il suo incauto guidatore. Per non parlare delle risse da traffico, indice di una violenza diffusa che si respira nell’aria. Basta girare in centro e in periferia per vedere che ognuno fa quello che gli pare, che il codice non lo rispetta nessuno. E peggio, che nessuno lo fa rispettare. I vigili urbani si vedono a tratti, è più facile giocare con gli autovelox che battere a tappeto la città, farsi vedere, fermare le macchine per controlli, sanzionare le violazioni che gridano vendetta. Dove sono i vigili? Non si è capito. Tanti o troppo pochi non è un problema del cittadino, è un problema della amministrazione comunale, della Giunta che stacca il tagliando ( come suona bene, raffinato e asettico, raccontato così…) del primo anno di lavoro.
C’era più ordine con la Raggi? Certo le cose non sono migliorate. Anzi. Lo ripetiamo ogni tanto, la cartina di tornasole sono le macchine e i furgoni in doppia fila, decine di migliaia, indisturbate. Strade ridotte ad una corsia, e quando passa l’autobus sono dolori. Aggiungiamo al conto la follia di certe ciclabili (che nessuno utilizza)  che rendono problematico il traffico anche in aree nelle quali non ci dovrebbe essere alcun problema. Se poi vediamo parcheggiate in doppia fila – a che in posti proibitivi –  le volanti della polizia ci dobbiamo arrendere. Consapevoli del fatto che i due equipaggi stanno prendendo il caffè a metà turno con le radioline ben accese; non stanno eseguendo controlli o arresti. Che dire? C’è un problema di governabilità che parte dall’alto della piramide e finisce ai piani bassi. Non c’è salvezza.
Tutto diventa difficile. Ma anche grottesco, ridicolo. Come i controlli di ordine pubblico nelle piazze della movida, come la prevenzione delle risse, come il contrasto alle baby gang che imperversano. Sindaco, prefetto, questore, riuniscono i loro colonnelli in una infinita serie di tavoli che producono l’annuncio di misure rigorose. Ma le famose telecamere di sorveglianza? Una presa in giro? Cosa deve aspettarsi un cittadino che per deporre civilmente il proprio sacchetto di immondizie nel secchione deputato deve aspettare che il rom di turno dopo aver svaligiato il cassonetto giallo dei vestiti usati finisca di rovistare tra il marciume dei rifiuti gettando in strada quello che non gli serve? Le regole sono un optional, l’amministrazione cittadina non riesce (o non prova neanche) a farle rispettare.  Siamo sicuri che la Giunta Gualtieri abbia il diritto di governare altri quattro anni?