Foto LaPresse - Andrea Panegrossi 04/12/2019 - Roma, Italia. POLITICA MIUR. Il ministro Lorenzo Fioramonti presenta la nuova campagna digital del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Lucia Azzolina Photo LaPresse - Andrea Panegrossi 04/12/2019- Rome, Italy Minister Lorenzo Fioramonti presents the new digital campaign of the Ministry of Education, University and Research

DITELO AD AZZOLINA/ Cinque domande al ministro della Pubblica Istruzione

 

di Myriam Aliquò

 

Come può un Ministro del MIUR distruggere la scuola? “Si può fare!” direbbe qualcuno, ma così è uno spettacolo. Chi gli studenti li vede ogni giorno in classe, li conosce, interagisce con i genitori e i compagni, li guarda all’uscita di scuola e ci prende anche l’autobus insieme magari, per carità, magari, li conosce un po’ meglio di qualcuno che dice che riceve lettere tutti i giorni trasformando il ministero in una specie di rubrica per cuori solitari.  C’è stata un’emergenza in corso e bisogna dire che per tutti è stata complicata da gestire ma da qui a distruggere la scuola ci sono stati tanti spazi intermedi che non sono stati presi in considerazione. Come si fa a produrre pagine di fuffa senza andare a dare una indicazione chiara e valida?

Domanda numero uno: Perché dire agli studenti che l’anno aveva comunque validità e che nessuno sarebbe stato bocciato ma proporre una specie di recupero a settembre? Cioè, mettiamo che io abbia tredici anni e sia la mia alunna di seconda media  Pinco Pallina che già sarebbe dovuta essere bocciata l’anno scorso ma non si poteva (perché, come ha detto il TAR, un anno è troppo poco per decidere di bocciare un alunno) e quest’anno, come volevasi dimostrare, Pinco Pallina non ha fatto niente: ha continuato a tirare fuori gommine e adesivi colorati dall’astuccio fregandosene di quello che succedeva in classe e ogni volta che mammina veniva convocata diceva che iniziava ad avere un supporto nello studio, che faceva tutti i giorni i compiti con qualcuno e che questo richiedeva anche un grande investimento. Pinco Pallina non si è quasi mai connessa: problemi di connessione, di PC, di piattaforma, di audio, di video, di febbre, di vento che faceva alterare la connessione, di pc che dopo tre ore di fila non funzionava, c’era un unicorno in camera, era arrivato E.T dallo spazio ecc… Pinco Pallina verrà promossa al pari di Pierina Paperina che ha sempre studiato, che è stata presente in classe, attenta, che si è connessa con la piattaforma dal telefono, perché il pc serviva al fratello minore, che ha una disabile psichica in casa che è rimasta praticamente senza assistenza, con la madre che ha dovuto chiudere il negozio. Anche se poi di fatto nella scuola si va quasi sempre incontro alla Pinco Pallina di turno per non avere problemi di ricorsi ciò non toglie che sia profondamente ingiusto.

Domanda numero due: Come non vi è venuto in mente di far finire tutte le scuole prima e utilizzare tutti gli insegnanti solo per gli ultimi anni quando si è detto da subito che la validità dell’anno scolastico era indipendente dal numero di giorni effettuato? Avremmo potuto certo salvare le capre degli studenti e i cavoli degli esami, no? La verità è che non c’è stata nessuna volontà di agire, di sanificare gli ambienti, di correre un rischio. O forse perché lo sapevate che gli insegnanti, reclutati in maniera assolutamente confusa, si muovono da sud a nord e vi sareste trovati di fronte un controesodo incredibile? Forse aveva ragione qualcuno che diceva che gli insegnanti si reclutano su base regionale? Non avremmo avuto questo problema insomma, magari altri. Ѐ inutile piangere sul latte versato, ma forse può essere uno spunto. Meno disagi, meno stress per l’Italia e anche meno contagi perché molti meno movimenti.

Domanda numero tre: come si fa a ridursi a dare delle indicazioni a ragazzi di 13 anni (e nemmeno tanto chiare) il 16 maggio per un esame? Come si fa a dirgli il 16 maggio che entro 15 giorni circa deve essere fatto un lavoro per gli esami? Non era più facile linkare il sito di wikipedia? Ma si rendono conto al ministero chi sono i ragazzini di 13 anni? Quanto ampio è il loro vocabolario e come studiano? Dimenticavo: se i giovani sono ignoranti è esclusivamente colpa dei docenti che non sanno coinvolgerli.

Domanda numero quattro: Come fate a sbattere dei bambini di sei, sette, otto, nove, dieci anni e limitrofi per quattro ore al giorno davanti PC? Ma prima di consigliare la Dad avete (mai) parlato con un bambino o un pediatra? Avete visto quanto stare davanti a uno schermo li renda nervosi, apatici ecc? Ma che ci importa? Da sei a 19 anni mettiamo un’unica soluzione e poi se la girino gli insegnanti peggio pagati d’Europa, che ringraziamo, perché in realtà ci levano un bel da fare.

Domanda  numero cinque: come si fa a gestire un esame in video con la situazione scolastica che c’è oggi con il fatto che le scuole si fanno la lotta tra loro per avere un più alto numero di studenti? Come si fa un esame senza essere certi che un ragazzo legga le risposte o quello che si è scritto? Non è esame, è “presentazione dell’elaborato”, allora lo scriviamo in grassetto che non si possono fare domande o si può fare una misera interrogazione?

Potrebbero essere molte di più queste domande, potrebbero riguardare la Privacy degli insegnanti per esempio e il fatto che i gruppi watsapp creati arbitrariamente dai consigli di classe trillino fino alle due di notte , o il fatto che ci sono insegnanti che a loro volta hanno figli devono lavorare in duplice lezione e se c’è un solo pc in casa? O se la linea internet non ti supporta? Ma la domanda in realtà è una sola: è finita la scuola o è la fine della scuola?