IL PUNTO/ Come spiegare ai media e agli utenti quel che serve per rendere migliore il servizio
 

Né i media né gli utenti hanno ancora le idee chiare in proposito. E questo è il problema maggiore. Per il resto tutto funziona a meraviglia e i numeri sono da record.  In rapida sintesi questo è il report dell’incontro che i giornalisti hanno avuto nei giorni scorsi  nella centrale del Numero unico europeo (Nue) 112 con i vertici del  servizio.  Il corso di formazione per i media insieme con l’Ordine dei giornalisti del Lazio, `Conoscere per informare – il progetto numero unico europeo 112´, è servito per fare il punto della situazione. Promuovere una nuova cultura dell’emergenza significa far capire ai giornalisti che devono spiegare nel mondo più chiaro possibile ai lettori/utenti come comportarsi in condizioni di emergenza, cosa spiegare sinteticamente al centralino del Nue, che indicazioni dare; e nel contempo  i media devono far comprendere al medesimo pubblico il meccanismo che sta dietro al 112 e che come una macchina perfettamente oliata prende in carico il problema accompagnandolo fino alla soluzione dell’emergenza. Il clima di fiducia che si deve instaurare è fondamentale per la operatività del servizio e per le soluzioni positive  di tante vicende a forte rischio. Ma gli stessi giornalisti – si è visto – faticano ad entrare nella parte e hanno spesso idee stereotipate e approssimative in materia Se aggiungiamo che troppo spesso l’utente in difficoltà non è in grado di collaborare adeguatamente  il quadro è completo.  L’approccio dell’utente all’operatore che risponde deve essere collaborativo e intelligente per permettere all’operatore di analizzare la richiesta e di indirizzarla all’ente di competenza in maniera velocissima, spiega il direttore del servizio Livio De Angelis.  La conclusione è semplice, bisogna insistere con la informazione e con la formazione di giornalisti e utenti