Silvia Scozzese a fianco di Renato Gualtieri

di Cornelius

Il titolo del quotidiano romano dice parecchio, “Poteri per Roma, Zingaretti e Gualtieri lavorano a una cabina di regia condivisa.” Campidoglio e Regione se le sono date di santa ragione per anni, Zingaretti e Raggi hanno cercato in tutti i modi di farsi male (e così facendo hanno fatto male alla capitale), ora improvvisamente tutto fila liscio, i due soggetti istituzionali filano d’amore e d’accordo. Non  è una cosa seria. E’ abbastanza evidente che il rapporto è di puro interesse politico e personale, che il futuro di Roma non è al  centro dei pensieri dei due amministratori, ma quello che se ne può trarre in termini di interessi e di potere vale un accordo strategico. Rafforzare il gioco di squadra, bella espressione. Un tavolo congiunto Comune-Regione sui poteri per Roma per coordinare le strategie, altro bel concetto. Trasferire le autonomie a Roma capitale è quello che conta, accordarsi per trarre il massimo vantaggio (se poi ci guadagna anche la città meglio)  dai maxi eventi programmati e possibili da qui al 2030 è l’obiettivo perseguibile.  La Capitale continua a galleggiare senza approdare a risultati concreti malgrado le molte iniziative che hanno visto tutti i livelli istituzionali spendersi per la causa: dall’ultimo Consiglio straordinario voluto da Virginia Raggi all’Osservatorio parlamentare bipartisan, alle proposte di riforma legislativa ancora al palo. C’è da rimboccarsi le maniche e pedalare. A fianco del sindaco oggi ci sono diversi personaggi provenienti dall’entourage del governatore, che ha assicurato di non aver intenzione di pensare ad altro che alla Regione almeno fino all’anno prossimo.  Tanto vale trarre il massimo da questo momento di potere assoluto Pd su Roma e il Lazio, finchè dura e finchè altre forze e altri interessi devono mettersi in fila. «Un filo di comunicazione costante» che si tradurrà in una cabina di regia condivisa.  Zingaretti ha una audizione alla Camera sui poteri speciali per Roma la settimana prossima e deve andarci preparato, con delle proposte credibili.  Sinergia può significare, in questo clima di idilliaca collaborazione rivedere il perimetro delle competenze regionali trasferibili all’amministrazione capitolina (trasporti, turismo, cultura e urbanistica) che nel 2017, secondo l’iter definito dalla legge Delrio, Roma avrebbe già potuto acquisire. Sinergia significa anche La sinergia passa  confronto tra assessori che si occupano degli stessi ambiti con particolare attenzione alle infrastrutture. Eugenio Patanè e Massimiliano Valeriani devono pensare  al Giubileo del 2025 e alla realizzazione delle linee tranviarie indispensabili per migliorare l’efficienza del sistema di trasporto pubblico.  Sabrina Alfonsi e Massimiliano Valeriani devono trovare in fretta una soluzione per i rifiuti. Nasce un “modello Lazio”. Resta da vedere se funzionerà.