Il discorso di Mario Draghi, che ieri ha affrontato l’Europa chiedendo un cambio radicale, ha catalizzato l’attenzione dei partiti europei in vista delle elezioni di giugno.

Il Commissario UE all’Economia, Paolo Gentiloni, ha sottolineato l’importanza delle parole di Draghi, evidenziando come le politiche europee siano rimaste invariate da decenni, nonostante i cambiamenti globali. Gentiloni ha ribadito la necessità di una politica industriale assertiva per affrontare la competitività nel contesto globale.

Anche il presidente francese Emmanuel Macron ha lodato Draghi come un “amico formidabile” e ha espresso interesse per il suo rapporto. Tuttavia, Macron ha evitato di commentare sulla possibile candidatura di Draghi alla presidenza della Commissione Europea, affermando che le nomine devono seguire il voto e convincere i cittadini sui programmi.

La premier estone Kaja Kallas ha evidenziato che, sebbene le parole di Draghi abbiano suscitato interesse, le vere discussioni sui leader dell’UE avranno luogo dopo le elezioni, considerando anche i risultati delle elezioni nazionali in alcuni Paesi.

Il premier ungherese Viktor Orban ha espresso rispetto per Draghi, evitando di interferire negli affari interni italiani, ma ha sottolineato il suo piacere nell’essere presente a Bruxelles, definendo l’evento come un momento di confine tra libertà e tirannia.

Nel frattempo, il ministro italiano Matteo Salvini ha lanciato critiche verso Draghi, definendo “sconcertanti” alcune scelte ministeriali del suo governo e accusandolo di non aver agito per una pace fiscale, come precedentemente rassicurato.