di WANDA CHERUBINI

VITERBO- Si è svolta questo pomeriggio la benedizione degli animali in piazza del Comune, in occasione della festa di Sant’Antonio Abate, celebrata dal vescovo di Viterbo, Mons. Orazio Francesco Piazza, alla presenza della sindaca Chiara Frontini. “Ringraziamo Mons. Piazza per aver dato la sua disponibilità ad organizzare questa benedizione e ringraziamo tutti i partecipanti, in particolare il consigliere Francesco Buzzi, delegato al benessere animale che in pochissimi giorni ha organizzato questa bellissima manifestazione che ci vuole vicini ai nostri amici a quattro zampe, ma alla quale abbiamo voluto dare un taglio di vicinanza ai giovani – ha esordito la sindaca – Ringrazio i ragazzi dell’istituto Francesco Orioli di Viterbo e del liceo musicale Santa Rosa che sono dentro il giardino del palazzo dei Priori e che vi aspettano per un concerto, mentre gli studenti dell’Orioli, sono qui disponibili a fare dei ritratti per i bambini che vengono con gli animali”. Il consigliere Buzzi si è detto soddisfatto della grande partecipazione e del risultato, dando appuntamento al prossimo anno per questo evento che si augura possa diventare una data fissa per l’amministrazione. E’ stata, quindi, la volta del Vescovo Francesco Orazio Piazza che ha impartito la benedizione a tutti i presenti, prima, sottolineando la sensibilità spiccata degli animali, “meraviglia del creato”. “Talvolta amiamo gli animali perché molto spesso ci allontaniamo dagli uomini, invece dovremmo amare gli animali con gli uomini perché è l’esperienza più bella”. Ha poi ricordato un evento di casa sua, quando il suo cane pechinese, che lo mordeva sempre, ma non a sua sorella, stette digiuno per tre giorni alla morte di suo padre. “Rimasi scioccato da questa sensibilità e soprattutto da come gli animali entrano nel nostro animo -ha proseguito il Vescovo Francesco Orazio- Amateli, rispettateli, ma quello stesso affetto lo dobbiamo portare tra di noi. Cerchiamo di volerci bene, anzi impariamo dalla fedeltà estrema che dimostrano gli animali, anche quando sono trattati male non rinunciano a volerci bene. Dobbiamo imparare da loro”. Ha poi benedetto tutti i presenti.