Ilaria Salis è stata eletta al Parlamento Europeo con 176.000 voti, un numero sufficiente per abbandonare il suo status di detenuta ai domiciliari a Budapest. L’elezione le garantisce l’immunità parlamentare, sospendendo il processo in corso in Ungheria dopo il suo arresto avvenuto l’anno scorso.

Il padre di Ilaria, Roberto Salis, ha spiegato che manca solo il documento ufficiale che attesta l’elezione. Secondo l’articolo 9.2 del Protocollo sui privilegi e sulle immunità dell’Unione Europea, gli eurodeputati non possono essere detenuti né soggetti a procedimenti giudiziari in altri Stati membri. Pertanto, i legali di Ilaria presenteranno una richiesta di scarcerazione non appena il giudice ungherese riceverà la certificazione della sua elezione.

Roberto Salis spera in un intervento rapido delle istituzioni italiane per ottenere il documento ufficiale il prima possibile, senza dover aspettare la proclamazione ufficiale dei 76 eurodeputati italiani. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha ribadito che sarà necessario attendere la proclamazione ufficiale prima di poter informare le autorità ungheresi.

Ilaria Salis, che compirà 40 anni il prossimo 17 giugno, dovrà essere libera per la prima seduta del Parlamento Europeo il 16 luglio, che coinciderà con l’inizio del semestre della presidenza ungherese del Consiglio dell’UE. La famiglia Salis non si aspetta grosse sorprese da Budapest, e considera improbabile un ricorso al Parlamento Europeo per la revoca dell’immunità.

La candidatura di Ilaria ha suscitato polemiche: il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha definito la sua candidatura “non democratica”. In risposta, Luana Zanella, capogruppo di Avs alla Camera, ha dichiarato che la scelta è stata fatta per salvare la democrazia. Nicola Fratoianni ha aggiunto che gli elettori hanno ritenuto giusto mandare Ilaria all’Europarlamento.