Sebastiano Capurso, presidente nazionale Anaste

La politica litiga sul nulla, le emergenze del quotidiano esplodono. C’è all’orizzonte una emergenza gigantesca che è insieme medica, sociale, umana, economica, politica: esplode il mondo della assistenza ai cittadini autosufficienti, i cosiddetti soggetti fragili, i loro familiari, le strutture che li ospitano, gli operatori che li accudiscono, i tecnici e gli imprenditori del settore. Qualche milione di persone.  Ma la politica, miope e distratta, non capisce. Sottovaluta. Altro che fabbriche, qui  o paghi bollette o paghi operatori. In entrambi i casi chiudi. Licenzi , mandi a casa gli anziani. Chi li cura? Le badanti costano. Li mandi in ospedale? E anche lì,  chi li cura? Esplode il sistema. Sono milioni di voti in libertà. Ma non li cerca nessuno.

Di Giovanni Tagliapietra

 

E’ imbarazzante ascoltare i dibattiti in tv o gli spezzoni degli interventi dei politici impegnati in campagna elettorale. Fuffa, si dice in gergo, parole, slogan, litigano sul nulla aggrappandosi a tutto. Una distanza abissale, lunare dalla realtà quotidiana del cittadino-utente-elettore. Che ha bisogni urgenti da soddisfare, che chiede misure nell’immediato e non promesse. Inutile lamentarsi di un progressivo distacco dalle urne, di voti sprecati: se non sai risolvere il caro bollette non ti voto, se non arrivo a fine mese con lo stipendio non ti voto. Se ho stipendio e non mi fai intravvedere una soluzione non ti voto .Eppure basterebbe che i candidati, i partiti interrogassero la gente e si guardassero intorno, se studiassero i problemi che la gente sottopone confusamente in questi giorni, se ragionassero, se leggessero i giornali invece di parlarsi addosso. C’è all’orizzonte una emergenza gigantesca che è insieme medica, sociale, umana, economica, politica: esplode il mondo della assistenza ai cittadini autosufficienti, i cosiddetti soggetti fragili, i loro familiari, le strutture che li ospitano, gli operatori che li accudiscono, i tecnici e gli imprenditori del settore.
Si tratta di qualche milione di persone. Perché non offrire loro una speranza, perché non cercare legittimamente voti e consensi in  quell’ampio bacino di voti potenziali? Altro che fabbriche, qui non ci sono ammortizzatori, non ci sono solidarietà, non ci sono telecamere né inviati dei tg. Nel talk show non si parla di Rsa, di anziani in difficoltà, di un sistema con le spalle al muro. Lo Stato, la sanità pubblica possono lavorare in rosso, c’è un Pantalone che copre i buchi. Nel privato si va a fondo e basta. Nel settore socio-sanitario, oggi o paghi bollette o paghi operatori. E se non hai risorse sufficienti  chiudi. Licenzi il personale (che oggi non trovi perché non hai risorse sufficienti), mandi a casa gli anziani. Chi li cura? Le badanti costano. I cosiddetti caregiver devono scegliere se mandare a monte lavoro e sogni o abbandonare il parente anziano al suo destino? Lo mandi in ospedale? E anche lì,  chi li cura? Esplode il sistema, anche gli ospedali pubblici alzano bandiera bianca.
Ma tutto questo è considerato come una somma di problemi marginali. E non ne parla nessuno.  Sono milioni di voti in libertà. Ma non li cerca nessuno.Chiediamoci perché. Eppure basta aprire un computer, m ettere un google allert sullle news, individuale parole come Rsa, non autosufficienti, per trovare una valanga di titoli inquietanti. Allarmi di ogni tipo e da ogni parte, richieste di aiuto e di intervento. Il caro bollette manda a gambe levate un settore che faceva fatica prima e che la pandemia ha profondamente fiaccato. Le diverse associazioni legati in qualche modo a questo quadrante hanno chiesto ufficialmente aiuto al governo. Invano. E si tratta di un gruppo robusto e composito, 48 sigle ed enti, di maggiore o minore appeal. Risposte distratte, frettolose. La politica ha altro da pensare, lo abbiamo già detto.Inutile insistere. Ma forse quei 48 non si sono espressi bene, non hanno precisato ciò di cui hanno bisogno. Inutile insistere e tirare per la giacca i politici, non capiscono e  non saprebbero che fare. Hanno idee confuse in materia e n on riescono a trovare la chiave interpretativa. Forse se qualcuno gli dicesse con chiarezza di cosa c’è bisogno, quantificando e precisando qualche forza politica capirebbe l’utilità di questa battaglia di civiltà e di sopravvivenza. In questi giorni Anaste una associazione di categoria di spessore e diffusione regionale ha realizzato un libro bianco che diffonderà nei prossimi giorni nel mondo politico, tra i candidati più affidabili. Non è un bussare porta a porta e non è una questua con il cappello in mano. E’ un patto di solidarietà, tutt’altra cosa. Qualcuno raccoglierà l’appello?